POETANDO

In questo blog raccolgo tutti gli scritti, poetici e in prosa, disegni e dipinti di mia ideazione
Un diario dei miei pensieri non segreto, ma aperto a tutti.
E le poesie di amici e poeti illustri, che più mi hanno colpito.
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martedì, gennaio 6

Ricordi di scuola...elementare Watson!

Tutto è cominciato da  me, Dani, che, oops, avevo scritto "anno", voce del verbo avere, senza la acca iniziale, per un semplice errore di battuta. Ma è straordinario come, da un particolare, ne siano scaturiti ricordi….



Sai che in prima elementare, quando non si è ancora arrivati a insegnare la lettera 'H', ma pure si cominciano a insegnare i 'pensierini', là dove ci va si sostituiva con 'a' accentata? Cioè, invece di 'hanno' ancora sconosciuto, 'ànno', 'à' per 'ha' e così via. 
Non me lo ricordavo più e me l'hai fatto ritrovare, grazie. Un pensiero a mia madre.
Angie

A me hanno subito insegnato a mettere la H davanti alle coniugazioni del verbo avere, quando necessitano. Dell'accento non me ne hanno mai parlato, né la maestra né i professori in seguito. 
Mi fa piacere che ti sia ricordata degli insegnamenti della tua mamma!
Dani

E' solo che non te lo ricordi più, come capitava a me. Ma una volta era la prassi quella di insegnare a usare nei pensierini solo la materia studiata. E le lettere si studiavano una a una, come la si rappresentava maiuscola e come la si rappresentava minuscola. Parlo proprio dei primi mesi della scuola elementare. Io ho imparato a scuola a leggere e scrivere perché, come ti ho già detto, la mia mamma maestra mi lasciò 'nature' fino all'ottobre del 1957 quando entrai in prima.
I professori cosa vuoi che sappiano dei trucchetti che si usano alle elementari, per insegnare a scrivere qualcosa anche se non conosci tutto l'alfabeto.
Dirò di più, se mancavi alle lezioni per un'influenza, dovevi recuperare le lettere perdute!
Angie



Ricordo benissimo che ho iniziato con le aste, e si doveva stare dentro i quadretti grandi. Poi le A le O, le C le G che dovevano toccare i quattro lati del quadretto, senza debordare.
Quindi le lettere, poi le sillabe, ba be bi bo bu. Poi le parole più lunghe. Ma, ripeto, l'insegnante mi ha insegnato le H e non l'accento al loro posto. L'accento doveva essere alla fine di una parola, come Verità, per esempio. Oh, si, ricordo tutto, perché la mia maestra Angela Mura (che coincidenza, Angela anche lei!) era sarda di Cagliari, ma anche severissima. Tant'è che vi erano solo 3 classi (A - B - C) ed io ero nella A e tutti dicevano che era la maestra più brava ma anche la più severa. 
Ma ora ti faccio ridere. Sono arrivata a Milano da quel paesino nel Veneto, senza sapere una parola d'italiano, perché in casa si parlava dialetto. E sono arrivata pochi giorni prima di iniziare la prima elementare. Di conseguenza, non sapevo parlare che in dialetto, il che causava grasse risate da parte delle mie compagne. Per fortuna almeno capivo l'italiano, perché i miei genitori erano andati a Milano senza di me, e mi hanno affidata per 3 mesi ad una famiglia toscana, che abitava nel paese, Il marito era carabiniere di stanza lì. Loro parlavano un perfetto italiano, ed io ho imparato a capirlo, ma non ancora a parlarlo.
La maestra era di una severità che rasentava la crudeltà. Oggi, malgrado siano stati una vera sofferenza quei cinque anni, devo ringraziare quella maestra, perché mi ha corretto così bene, che ora se faccio un errore nello scrivere, è solo perché uso la tastiera in modo veloce e qualcosa mi sfugge. Ma non certo perché non conosco l'ortografia!
Beh, sai, nel raccontarti questi episodi, mi è venuto in mente tutto il resto, e ne verrebbe fuori un lungo racconto, con scenette che allora mi facevano piangere, ma sulle quale oggi sorrido.
Dani


Oh per fortuna che ci sorridi su! Altrimenti mi verrebbe a pensare che c'è stato solo un grande passato di crudeltà sulle tue spalle.
Angie

Quando si è bambini ogni cosa fa soffrire molto di più di quanto si soffre da grandi, perché crescendo si è imparato a fregarsene un poco di più e forse si è anche sofferto di più e quindi le cose vissute male da piccini, diventano inezie!
Dani



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