POETANDO

In questo blog raccolgo tutti gli scritti, poetici e in prosa, disegni e dipinti di mia ideazione
Un diario dei miei pensieri non segreto, ma aperto a tutti.
E le poesie di amici e poeti illustri, che più mi hanno colpito.
In calce alla home page, così come sulla destra della stessa, potete leggere i miei quattro e-book, basta cliccare sulla copertina, e si apriranno le pagine. Buona lettura!

mercoledì, gennaio 7

Gli esseri umani sono buoni




Può essere che sia proprio così, e quindi potresti scrivere qualcosa che parli di altri, per esempio delle tue amiche straniere che ti girano intorno come satelliti intorno a Madre Terra!
Dani

A esser sinceri, tutti questi satelliti, maschi e femmine, hanno ognuno la propria famiglia e/o i propri interessi e le giuste loro cose da fare. Quando possono, si ricordano di me.
Mi faccio bastare questo.
Angie 

Si ricordano sempre di te,non solo quando possono!  Questi satelliti, come li hai definiti, hanno certo la loro famiglia ma tu fai parte di ognuna di loro. Così hai tante famiglie anche tu, da cui essere amata e apprezzata, e dove riversare il tuo affetto! 
Hai presente l'insiemistica, quella forma matematica che insegnano a scuola? Tu fai parte di quell'insieme. Non posso pensare che tu non faccia parte del mio mondo, che non è fatto a compartimenti stagni! Ci sei dentro e non si tratta di un rapporto satellitare, ma di tutta la Terra. Mi sto riferendo alla Zattera, altro tuo splendido racconto.
Dani

Raccontata da te, questa zattera diventa grandiosa, e voleva solo abbracciare tutti i piccoli perché sono sempre i piccoli della terra che afferrano per primi come va il mondo...

Siamo tutti piccoli, Angela, anche quelli che si credono dei grandi uomini, o addirittura degli dei.
Anzi, loro sono più piccoli del più piccolo degli uomini, perché si dimostrano meschini. 
E' vero, i piccoli vedono con gli occhi degli angeli, a grandangolo sul mondo.
Dani

Oggi all'una, la mia amica J. che finalmente sta bene, è venuta a prendermi in macchina e mi ha portato all'Iper.
All'uscita, avevo speso circa 60 euro, mi accorgo che non ci hanno dato i bollini per i premi "Saranno almeno 3, J, vai a recuperarli! Che tanto io ho preso quello che mi serviva e quelli sono per te. Intanto io porto avanti il carrello".
In effetti mi chiedo se ci riesco, ma intanto lo faccio e comincio a prendere la discesa sul marciapiede e intravedo due uomini seduti in terra sull'angolo del supermercato e anche il classico cappello davanti a loro, e uno è magro, col collo magro e l'altro è robusto con un bel sorriso, ma sono tutta presa dal non farmi sfuggire il carrello che è abbastanza pieno e la discesa è ripida.
Arrivo fino alla macchina e fermo il carrello di fianco al bagagliaio, quasi con un Ooop e una scossa all'indietro.
In quel momento l'uomo gigante mi arriva a lato e poi davanti al carrello come per prevenirne una partenza non voluta in scivolata e mi dice con quel bel sorriso "L'aiuto io?"
"No non serve, grazie, la mia amica sta arrivando" e lui torna indietro sempre sorridendo con quella barbette rossa che assomiglia a Errol Flynn (attore del passato, certo, ma mio idolo di bambina).
J. mette nel bagagliaio le sporte e io continuo a trattenere il carrello, poi le dico "Aspetta un attimo" e risalgo la discesa, raggiungo il mio uomo sorridente, gli metto una moneta da 2 euro nella mano grande e gli dico "Grazie per il pensiero", lui mi sorride ancora.
Ecco, il racconto di oggi.
Angie

Lo so, questi signori si dimostrano gentili e propongono l'aiuto, perché poi di norma, chiedono se possono riportare il carrello e tenersi l'euro o i 2 euro, dipende dal tipo di carrello, come mancia. Ma la gentilezza oggi merita di essere ricompensata, perché molti stanno lì  a guardare, anche se stai faticando, e poi ti chiedono comunque i soldini.
Bella storia Angie! 
Dani

La storia del farsi mettere a posto il carrello e lasciare l'euro ivi contenuto, l'ho inventata io qui a Ferrara, molti 'anta' anni fa. Quando dissi a un negrone (erano gli unici extracomunitari dell'epoca) che mi chiedeva un soldino che, se mi metteva a posto il carrello, poteva tenersi l'euro.
Quando tornai tempo dopo (lo sai che ho sempre vissuto lontano da casa), erano tutti pronti a fare quel servizio: Angela docet, Negrone imparavit, tutti Negroni imparati.
Ciao.
Angie

Bella questa! Mi sa che sei venuta anche a Milano e a Legnano, perché tutti da decenni fanno così! Però io dò il carrello solo a quelli che si offrono di prendere le bottiglie dell'acqua impacchettate per 6 (quindi da 9 ai 12 litri a seconda della capacità della bottiglia) e le ripongono nel baule dell'auto. Se non si offrono, il carrello lo riporto io e mi tengo l'euro per un caffè! Eh, devono pure guadagnarselo quel soldino o no? Troppo comodo allungare la mano e chiedere la carità, senza pagare neppure le tasse per quei guadagni!
Dani

A Legnano non sono stata mai, ma a Milano sì. Mi sembra dalla fine di luglio del 1991 fino a febbraio 1992.
Ma non andavo certo all'ipermercato. Al max avevo un po' di tempo per il supermercato rionale, anche se preferivo far spese in pieno centro e cioè in Corso Italia, dove c'era la sede delle Assicurazioni RAS (Riunione Adriatica di Sicurtà) dove facevo il consulente informatico prestata dalla mia ditta, Dicevo, preferivo far spese lì, in loco. Scendevo dal lavoro rasente notte e c'era un negozio che aveva tutto, dalla frutta e verdura ai salumi e formaggi, vino e birra naturalmente. Così compravo quello che mi serviva e mi accompagnavano loro stessi ai taxi poco più avanti che mi riportavano al Residence Mega. Ma prendevo il taxi anche se non ero carica di borse della spesa.
Non pensare che avessi manie di grandezza, stavo solo facendo una prova di forza con la ditta che dopo due mesi non aveva riconosciuto, a me e agli altri due baldi giovincelli che lavoravano con me (uno che veniva da Torino e l'altra che veniva da Rovigo) la trasferta completa. I due ragazzi erano lì da un bel po' e sempre zitti. Io lavoravo da sola e da sola ho lavorato anche per la loro trasferta, perché alla fine ci fu riconosciuta. E allora smisi di prendere taxi, o, se li prendevo, me li pagavo da me. 
Anche questa è l'Angela!

Giusto, bisogna lottare per i propri diritti!
Anche questi  ricordi sono un bel spacco di vita, la tua!
Ti mando un video, che ricorda molto questo discorso  che stiamo facendo sul dare una mano a chi ne ha bisogno.
Dani






(Il video è stato visionato da Angela, e risponde così):

Mi ha commosso e fatto toccar con mano (infatti mi sembra che tutti i protagonisti si tocchino l'un l'altro) che non c'è bisogno di strani influssi astrali perchè il mondo proceda così.
Il fatto è che gli esseri umani SONO  BUONI.
Angie

Mi è venuto in mente quel video, quando mi hai parlato dei soldini dati a quei ragazzi, come una catena buona di S. Antonio...
Non è necessario infatti restituire il favore alla stessa persona che te lo ha fatto. Ricordo che quando il vicino di casa di mia madre le faceva qualche servizio, ed io intendevo pagarlo per non sentirmi in debito nei suoi riguardi, lui mi rispondeva: "tu fa del bene a qualcun altro che ne ha bisogno, ed io sarò ricompensato in questo modo"!
E quel video racchiude quanto ti è accaduto oggi, e anche il pensiero di Gigi, il vicino di casa di mamma al paese. (lui ha due fratelli missionari in Amazzonia, uno è sacerdote, l'altro laico e Gigi ha deciso che il missionario lo fa nel suo Paese, l'Italia). 
Mi ha lasciata un po' perplessa questa tua affermazione: gli esseri umani sono buoni. Non tutti, purtroppo. C'è tanto egoismo ancora, da combattere. E chi è egoista,  non s'accorge se l'altro ha bisogno, fosse solo di un sorriso.
Dani

E' un po' quel che faccio io da tutta la vita, senza saperlo. Fin da quando (per tornare ai ricordi della prima elementare che abbiamo rispolverato) assestai uno schiaffone alla scolara dietro di me perché continuava a prendere in giro la sua compagna di banco che era balbuziente.
E un altro esempio della mia attività missionaria c'è nel racconto su Milano della email appena appena precedente a questa.
Dici così perché, in fondo, un piccolo Misallódoxos (μισαλλόδοξος) vive dentro di noi.
Lo ripeto e con grande felicità, perché ho scoperto quanto fosse profonda la mia convinzione di questo mentre te l'ho scritto.
"Il fatto è che gli esseri umani SONO  BUONI. "
Non è meraviglioso? E è anche così semplice, come piace a me.
E' che non ci sono abituati a essere buoni, lo fanno più facilmente se nessuno li vede e nessuno lo sa, se non sono coinvolti negli affetti d'amore o di famiglia, perché lì abbiamo paura di poter essere poi ricattati dai nostri cari.
Adesso finalmente mi è chiaro. Gli esseri umani SONO BUONI. Non uno sì e uno no. Non uno qua e uno là. Ma TUTTI!.
Grazie, Danila, di avermi portato a capire questo.
 Ciao, Misallòdoxos Dani, dalla tua Angela  Misallòdoxos.

Ho compreso il tuo discorso solo a metà, Angie, ovvero non ho capito la valenza che dai a quel piccolo Misallòdoxos in ognuno di noi.
Vorrei comprendere, e scusami se ti ho risposto solo ora, ma come al solito, quando le email si incollano l'una all'altra come fossero un lungo scontrino del supermercato, qualcuna rimane nascosta, e mi appare solo quando mi accingo a rispondere ad una precedente. E quindi l'ho letta solo in tarda mattinata. Stavo cercando tutte le email delle elementari (no, allora lnternet non esisteva, intendevo quelle che hanno l'insegnamento elementare come argomento) per metterle insieme e vedere se ne saltava fuori qualcosa di interessante per il blog, poi avrei fatto la stessa cosa sul discorso che tutti sono buoni.
Ma ora sono stanca, e faccio pausa. Quando avrò suddiviso gli argomenti, li metto insieme in un file, e te li mando, e se ritieni che possano interessare ai lettori oppure conservarli come appunti per un futuro racconto, me lo dirai.
Bacione
Dani


Il 'piccolo Misallòdoxos' dentro di noi è l'intolleranza, reazione istintiva e insopprimibile perché sincera, quando vediamo che le cose vanno comunque storte, in casa e in Italia.
Solo che noi non viviamo di questo 'valore alla Misallòdoxos', buttiamo lì una battuta scherzosa e riprendiamo a pensare bene del mondo. Tuttavia, quei momenti 'alla Misallòdoxos' li abbiamo tutti, sia in casa che fuori.
Angie

E, a proposito, la moneta da 2 euro data a Erroll Flynn veniva dal mio borsellino e non dal carrello.
Quella del carrello è stata recapitata da J, su mio 'diabolico' suggerimento all'altro dei due poveracci (a me sembravano due Italiani senza lavoro), quello che era rimasto seduto e magro a guardare il vuoto.
Così ne esce un'altra morale: se sei con qualcuno attivo e gentile, un po' di gentilezza arriverà anche a te che non fai niente.
Angie, che, data l'ora, pensa sia arrivato il momento di augurarti BUONANOTTE! e grazie per tutto quello che mi hai fatto dire.


Allora ognuno ha avuto la quota che si meritava, un po' come la parabola dei talenti. Chi uno, chi dieci, ma tutti devono farli fruttare e non seppellire per timore che gli vengano rubati o di perderli. Ad Erroll Flynn hai dato il doppio, perché gentile, all'altro, la metà, perché era incapace di chiedere.(forse drogato?)
Ma non devi ringraziarmi per averti fatto dire cose, ti ringrazio io per avermele dette!
Sei stata e certo lo sei ancora, una suffragetta o Giovanna d'Arco, e sono convinta che tutti dovrebbero agire come mi hai appena espresso, perché non tutti hanno il coraggio di difendere i propri diritti, per timidezza o per indolenza.
Dani 

Per indolenza, soprattutto per indolenza, ed è questo fatto qui che mi dà sui nervi da sempre.
La maggioranza aspetta sempre che qualcuno si metta in gioco anche per loro e magari rimettendoci le penne! o quantomeno apparire quel che non è: un sindacalista!
Perché, prima i partiti e poi i sindacati sono nati proprio per difendere diritti non altrimenti difesi, ma oggi sono per la maggior parte interessati al tornaconto individuale gli uni (della serie, se sto in questo partito, cosa mi può fruttare?) e indolenti gli altri, seduti su allori che loro non si sono mai sognati di conquistare.
Angie 

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