POETANDO

In questo blog raccolgo tutti gli scritti, poetici e in prosa, disegni e dipinti di mia ideazione
Un diario dei miei pensieri non segreto, ma aperto a tutti.
E le poesie di amici e poeti illustri, che più mi hanno colpito.
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domenica, gennaio 25

Etimologia di amore...


Etimologia di amore: La parola è composta dalla A che è un alfa privativo greco, cioè un suffisso che nega la parola che segue, come morale/amorale seguito da MORS che significa morte. Significa sconfiggere la morte. L'amore è l'unica energia in grado di farlo perché dà la vita, quindi non siamo noi a creare l'amore.. ma l'amore a creare noi.. e solo amando si è realmente VIVI - Dario Roselli
AMORE

L'etimologia della parola amore risale al sanscrito kama = desiderio, passione, attrazione (vedi kama-sutra, cioè aforismi, brevi discorsi sul desiderio, sulla passione fisica). Anche il verbo amare risale alla radice indoeuropea ka da cui (c)amare cioè desiderare in maniera viscerale, in modo integrale, totale.
Un'altra interpretazione etimologica della parola amore, fa risalire il termine al verbo greco mao = desidero, da cui il latino amor da amare che indica un'attrazione esteriore, viscerale, quasi animalesca da distinguere da un'attrazione mentale, razionale, spirituale per esprimere la quale era usato il verbo diligere, cioè scegliere, desiderare come risultato di una riflessione.
Un'ulteriore e meno probabile ma curiosa ed interessante interpretazione etimologica della parola amore individua nel latino a-mors = senza morte l'origine del termine, quasi a sottolineare l'intensità senza fine di questo potentissimo sentimento. Direi, "il sentimento" per antonomasia...

Quanto sopra l'ho ripreso dal web. Quello che più mi ha colpito, è a-mors ovvero: senza morte. Che l'amore sia fonte di vita, lo sappiamo, poiché da una coppia che si ama  e che desidera formare una famiglia, nascono i figli, che sono VITA. Ma a prescindere dalla riproduzione della specie, sono persuasa che chi riesce davvero ad amare, nel più profondo, con forti sentimenti positivi il suo prossimo, è quanto mai più vicino all'eternità, alla non-morte. E credo anche che l'amore sia quell'energia che aiuta a prolungare la nostra esistenza sulla terra. 
Ma se neppure così fosse, ovvero se la vita avesse anche un breve corso, se vissuta con amore, risulta essere un'esistenza compiuta, intensa, che lascia il segno come un'impronta nella pietra.
Chi ha amato, ovvero chi ha donato la propria vita per gli altri, dedicandosi, lascia un ottimo ricordo di sé. Ma ci fossero gli ingrati che non apprezzano quanto hanno ricevuto, basta a chi ha donato amore (e per amore non mi riferisco alla passione, al sesso, ma a quel preoccuparsi del bene altrui, aiutare il prossimo, saper ascoltare, dedicarsi...) per avere cognizione che la propria esistenza non è stata vissuta inutilmente.
Ma qui stiamo parlando di Àgape o agàpe (dal greco ἀγάπηagápē, in latino caritas) significa amore disinteressato, fraterno, smisurato. Quindi sarebbe bene fare un distinguo tra Eros e Agape, che sono due modi complementare di intendere l'amore:
Eros, come desiderio di possesso, di inglobare l'altro nell'io
Agape, come dono disinteressato, andando oltre se stessi.
C'è poi la Philia. Il concetto di philia viene trattato da Aristotele nell’Etica nicomachea: sono opinioni sue, ma abbastanza rappresentative anche del significato generale,  per lui la philía è l’amore che si fonda sul principio di reciprocità: reciprocità di interesse, reciprocità del piacere, o reciproco riconoscimento.
Philía indica quindi l’amore ricambiato: basta pensare alla parola philosophia, amore per la sapienza, in cui compare la sua radice philos, che indica semplicemente ciò che ci è caro, ma ci è caro in quanto ci corrisponde.
E quindi storghè: l’amore fondato sulla consanguineità o sui vincoli di solidarietà naturale (familiari, amici, compatrioti)
Danila Oppio

2 commenti:

  1. Ho letto sul blog la tu analisi di oggi sull’amore. E’ impeccabile, è condivisibile, e vivibile. Meglio di così espresso non me lo sarei aspettato da nessuno. Sei partita dal kama, dal primo momento e dalla nascita dell’amore. Dall’origine della vita e del mondo, perché la vita è proprio figlia e madre dell’amore. Tu ne hai spiegato il senso e la portata e pertanto meriteresti un paio di lauree una in filosofia e l’altra in Filologia romanza.
           E, per me, le hai entrambe. 
           . Complimenti, sono fiero di essere il tuo più caro amico.
    Tommaso Mondelli

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  2. Ti ringrazio, Tommaso, per le belle parole, ma come ho premesso nell'articolo, non è tutta farina del mio sacco. Ho preso dal web alcune considerazioni, che poi ho elaborato secondo il mio pensiero. L'amore perfetto tra due persone, dovrebbe comprendere tutte le varianti dell'amore, agape, kama, philia, eros e storghé, ma ovviamente è un'utopia. E'sufficiente che racchiuda alcuni di questi aspetti, ma che non venga mai a mancare il rispetto reciproco. Che si tratti di amore filiale, materno o paterno, amichevole o di coppia, senza il dovuto rispetto, tutto decade. Grazie per il tuo commento, che mi ha concesso di perfezionare il discorso.
    Anch'io sono fiera di averti per amico.
    Dani

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