POETANDO

In questo blog raccolgo tutti gli scritti, poetici e in prosa, disegni e dipinti di mia ideazione. Recensioni stilate da me e da altri autori. Editoriali vari.
Pubblico poesie, racconti e dialoghi di vari autori.
Vi si possono trovare gallerie d'arte, fotografie, e quant'altro l'estro del momento mi suggerisce di pubblicare.
Sulla banda destra della home page, potete leggere i miei quattro e-book poetici ed altre sillogi di alcuni autori. Così come le riviste online de L'Approdo e de La Barba di Diogene, tutto si può sfogliare, è sufficiente cliccare sulla copertina.
Buona lettura!

lunedì, marzo 21

Perché a Pasqua ci si scambiano le uova e si pranza con l'agnello?

Perché a Pasqua ci si scambiano le uova e si  pranza con l’agnello?

In tutto il mondo, l’uovo è il simbolo della Pasqua. Dipinto o intagliato, di cioccolato o di zucchero, di terracotta o di cartapesta, l’uovo è parte integrante della ricorrenza pasquale e nessuno vi rinuncerebbe. Quanti di noi, però, conoscono il significato autentico di questo simbolo?







Con l’avvento del Cristianesimo, molti riti pagani furono assimilati dalla nuova religione. La stessa festività pasquale, d’altro canto, risente di lontani influssi: cade, infatti, tra il 25 marzo e il 25 aprile, nella prima domenica successiva al plenilunio che segue l’equinozio di primavera. La Pasqua, così si festeggia proprio nel giorno in cui si compie il passaggio dalla stagione del riposo dei campi, a quella della nuova semina: la rinascita della  natura.
Anche in occasione della Pasqua cristiana, dunque, è presente l’uovo, quale dono augurale, che ancora una volta è simbolo di rinascita ma, questa volta, non della natura bensì dell’uomo stesso, della resurrezione di Cristo: il guscio è la tomba dalla quale Cristo uscì vivo.




Nella tradizione cristiana a Pasqua si mangia l’agnello, poiché nella sua simbologia si ricorda il sacrificio di Gesù in croce, la sua passione, infatti fu “immolato come un agnello”.
L’agnello noi tutti sappiamo essere un animale mansueto e la sua immagine ci ricorda appunto l’innocenza e simboleggia la pazienza, la mansuetudine e il candore di Cristo che viene “condotto al macello” e immolato per noi sul legno della Croce, al posto nostro, in obbedienza al Padre per la salvezza di tutta l’umanità.
Per quanto mi riguarda, preferisco l’agnello di marzapane o di zucchero,  simbolo pasquale che non richiede il sacrificio di una piccola creatura.
Buona Pasqua a tutti!

Danila Oppio 
articolo pubblicato sul Bollettino Parrocchiale del Santuario di S. Teresa del Bambino Gesù di Legnano (MI)


Nessun commento:

Posta un commento