POETANDO

In questo blog raccolgo tutti gli scritti, poetici e in prosa, disegni e dipinti di mia ideazione
Un diario dei miei pensieri non segreto, ma aperto a tutti.
E le poesie di amici e poeti illustri, che più mi hanno colpito.
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lunedì, maggio 19

POESIS: nuova silloge poetica di Tommaso Mondelli



Eccoci di nuovo!  La Casa Editrice Gli Occhi di Argo ha appena pubblicato  la nuova silloge del prolifico poeta Tommaso Mondelli. A differenza delle precedenti raccolte, questa volta abbiamo voluto metterci un po' di colore in copertina. Quei Monti della Luna, spettacolari, sono legati a doppio filo ad un particolare periodo della vita dell'autore: la Seconda Guerra Mondiale.
A me ha affidato la cura della revisione - per la quale ne sono onorata - di scriverne la prefazione e di studiare, con l'Editore e il grafico, l'immagine di copertina che, ovviamente, riprende un versante della montagna alla quale il poeta ha dedicato la prima poesia, che qui riporto.


I Monti della Luna

Sui Monti della Luna
la piuma sul cappello
il tempo è certo bello
e ci trovi la fortuna.

L'aria, certo il Sole
e piuma già ti senti
di tutto ti contenti
e mancan le parole. 

E più tardi a giugno
udita hai la concione 
fu Giove, fu Plutone?
e in pancia un pugno?

E il Cielo s'oscurava
coi fuochi d'artificio
un nero con auspicio
l'Italia se n'andava.

Rossa è or la neve
uno schianto, è nera
già tanto se alla sera
la notte meno greve.

Come dicevo, ho avuto il piacere di curarne la seguente prefazione:

Prefazione a Poesis – I Monti della Luna di Tommaso Mondelli

Ut pictura poësis, formulata dal poeta Quinto Orazio Flacco, tradotta letteralmente significa "Come nella pittura così nella poesia" (Orazio, A. Pisone, 361) a significare che "la poesia è come un quadro" o "un quadro è come una poesia". Applaudo l’autore, per la felice scelta del titolo Poesis alla sua nuova silloge. Il sottotitolo fa riferimento alla prima poesia di questa silloge poetica.

La produzione letteraria, ma soprattutto poetica, dell’immenso pensiero di Tommaso Mondelli, mi ha portato alla mente un’immagine, come  un’istantanea scattata tra i sentieri di montagna, affiancati da ruscelli saltellanti su di un letto di ciottoli levigati dall’incessante fluire delle sue acque.
 I versi dell’autore, come le fresche acque del torrente montano, rimbalzano ritmici e rimati, producendo suoni  armonici nell’anima.  Parlano delle realtà della vita, passata, presente e futura, e seppur alcuni accennano alla morte, attraverso urne e sepolture, il desiderio di libertà conduce la poesia verso praterie dove quel “polvere sei e polvere diverrai” si fa tutt’uno con la natura.
La poesia non sarà dunque ingabbiata in una fossa, ma volerà libera nell’aria, per divenire proprietà di ogni uomo, come ben diceva il grande poeta spagnolo Rafael Alberti, in quella sua ode: “Poetas andaluses”.
La lieve ironia, il tono spesso canzonatorio, danno la netta percezione di uno spirito battagliero, positivo, pronto ad accogliere anche il lato oscuro dell’umanità, come un fatto assodato, e quindi da dover accettare senza farne un dramma. Mondelli riesce così a trasformare una tragedia in commedia, e quest’ultima in una farsa, capace di far sorridere anche il peggiore dei pessimisti.
Ho letto diverse recensioni, scritte da poeti e scrittori, che accompagnano le sue precedenti sillogi poetiche, non vorrei quindi essere tacciata di plagio, se dovessi ripetere quanto già scritto da altri, ma che da subito, nel prenderne visione, l’ho sentito mio.
Tommaso Mondelli è uno scrittore e poeta che mi è piaciuto definire “L’Ultimo Cavaliere”, e questo non solo dettato dalla lettura dei suoi scritti, ma soprattutto dall’aver potuto costatare che anche nelle sue e-mail, non manca mai di stupire con espressioni di alto valore poetico, letterario e umanistico.
Di lui è stato detto tanto, uomo dalla vena poetica fertile, scrittura raffinata, ricca, forbita, poesia che commuove e svela una sapienza conquistata nella vita, ma anche attraverso studi approfonditi, tali da fargli conseguire ben tre lauree in età matura. Tommaso non se ne vanta, e forse neanche vorrebbe che ne facessi cenno, ma io credo che meriti pienamente un nostro plauso, poiché la sua forte volontà di apprendere cose nuove, la sete di cultura, lo rendano pienamente degno di grande rispetto.


Giurisprudenza
Titolo della tesi: "Il silenzio dell'Amministrazione" . E' un comportamento della Pubblica Amministrazione nei rapporti epistolari col cittadino che a questa si rivolge; allorché il rapporto è attivato, il fatto assume di per sé rilevanza giuridica sanzionabile.

Lettere
Titolo della tesi "Stato e società nel pensiero politico di Sturzo prima del 1919". Don Luigi Sturzo si colloca nelle vicissitudini post unitarie dello Stato italiano in una società segnata da turbolenze economiche e sociali e, nonostante il non expedit di Pio XI, fondò il Partito Popolare che De Gasperi fece proprio nel dopo guerra col nome di Democrazia Cristiana.

Filosofia
Titolo della tesi: “Struttura e significato dei riti di passaggio in Van Gennep”. Si tratta di una panoramica planetaria in cui sono evidenziate le manifestazioni che i singoli uomini, gruppi e popoli, rievocano con singolari riti, avvenimenti o cambiamenti personali di notevole significato

Tutto questo aiuta a comprendere appieno la personalità dell’autore, per meglio compenetrare lo spirito con cui si diletta, poetando, a far riflettere su atteggiamenti, scelte di vita e cause esterne che portano l’essere umano a manifestarsi per quel che è: spesso superficiale, a volte cialtrone, a volte riflessivo e ponderato, sofferente o colmo di speranza e allegria. Conoscerlo personalmente, dialogando con Mondelli, significa respirare aria salubre, come quella pulita delle montagne, ed è per questa ragione che ho esordito raccontando del ruscello, dove profondità di pensiero, saggezza, esperienza non offuscano in lui lo sguardo bambino ancora pronto a meravigliarsi di fronte allo sbocciare di un fiore, al tepore dei raggi del sole, e a salutare la notte facendo l’occhiolino alle stelle.
Questo mio ritratto, ancora in bozza, perché mancante di un’infinità di particolari che renderebbero il dipinto ancora migliore, descrive un uomo mite, umile e brillante, così che la conversazione con Tommaso diventa costruttiva, piacevole, e capace di trasmettere entusiasmo per la vita.
Conoscere Tommaso, attraverso i suoi scritti in prosa e poesia, e le sue lettere personali - di questo incontro devo tanto alla cara amica scrittrice e poetessa Laura Vargiu - é stato per me come strofinare la capocchia del mio fiammifero, che non voleva accendersi, e vederne scaturire una scintilla luminosa, che ora brilla eterna nell’universo.
Poiché ho trattato dei suoi scritti, è necessario che li enumeri. L’autore è stato molto prolifico, avendo ha già pubblicato con la Casa Editrice Gli Occhi di Argo le sette seguenti sillogi poetiche:
 Rime in libertà, Omnibus, Versi satanici, Poesie scelte, Versi sale e pepe, Rime al graffio, Canta che ti passa, oltre a due testi in prosa: Ricordi di un segretario comunale e Settimane bianche e crociere a costo zero.
Grazie Tommaso, per il dono del pensiero positivo che giunge a noi mediante i tuoi versi, con l’augurio che la tua vena poetica non debba mai esaurirsi.

Danila Oppio







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