POETANDO

In questo blog raccolgo tutti gli scritti, poetici e in prosa, disegni e dipinti di mia ideazione
Un diario dei miei pensieri non segreto, ma aperto a tutti.
E le poesie di amici e poeti illustri, che più mi hanno colpito.
In calce alla home page, così come sulla destra della stessa, potete leggere i miei quattro e-book, basta cliccare sulla copertina, e si apriranno le pagine. Buona lettura!

giovedì, settembre 11

Faraoni, Ittiti, presepi. Araba fenice Minotauro e via dicendo...

Mi sono sentita solo travolta da una valanga di cose in un momento in cui cercavo di non farmi travolgere dalla mia paura per gli occhi e ci stavo riuscendo.  
Se abbiamo detto tutto e anche di più del necessario, adesso voglio dimenticare.
Solo che adesso sono nervosa, mentre prima non lo ero. E il momento della verità si avvicina.
Ho fatto anche oggi molte cose e altrettante ne voglio fare domani, ma qui è molto caldo e l'aria pesante non aiuta la serenità. Stanotte sarà luna piena: per i Cinesi è una festa importante. Ti ringrazio da parte di Sesìl, da parte mia non so dov'è il sentimento e nemmeno dove sta il cervello, anche se adesso so che il mio cervello è ritornato e ieri sera è stato piacevolissimo parlare con Sesìl e raccontarle tante cose, un po' come ho sempre fatto con te.
Il territorio arancio è l'impero di
Ra
msete II e quello blu degli Ittiti
Ugarit ne era la capitale, ed io ho visitato
quanto è rimasto delle vestigia di quel popolo



Di palo in frasca son saltata dai Faraoni agli Hittiti che li conquistarono e s'insediarono al loro posto mantenendo le istituzioni egizie (un po' di sana storia antica prima del dominio di Roma fa sempre bene e a lei in particolare che viene da ben oltre il Medio Oriente), vincendo perché portarono in campo i cavalli e le armi in ferro invece che in bronzo. E intanto le parlavo del presepe e di quello che rappresenta e dei presepi di casa perché l'ho sempre fatto anch'io con i genitori e i fratelli e che col presepe si costruisce una vera scenografia e una storia in divenire in quanto le statuine non sono mai ferme: comincia con i pastori sulla montagna che giorno dopo giorno scendono a valle...



Le ho raccontato dell'abete di Natale, anche se non è storia nostra lo è diventato, e di quando, la sera della Vigilia, aspettavamo il papà che era l'unico a poter dare l'ultimo tocco all'Albero, salendo su una sedia e sistemando con mano maestra il puntale sulla cima.    


Angela  

Riferendomi alla tua lunga lettera dell'altro giorno, ti avevo risposto brevemente, dicendoti questo: mi piace quel che hai raccontato a Sesìl, degli Egizi e degli Ittiti, e del presepe. Secondo me questo caldo afoso arrivato all'improvviso dopo giorni poco estivi e piovosi, ci ha sderenato, come dicono a Milano, ovvero sfinito. Anche da noi, oggi, il clima era torrido.."
Quel che hai scritto, riguardo agli egizi e agli Ittiti, o al presepe dove i pastorelli camminano e all'abete decorato con il puntale posto con accuratezza da tuo padre.è un pezzo scritto tanto bene, che volentieri lo pubblicherei sul blog. E' breve, ma trasmette un ricordo che mi ha fatto tornare bambina, quando, nel presepe di casa mia, vi erano i tre Re Magi che, magicamente, si avvicinavano di poco alla capanna, e vi arrivavano il giorno dell'Epifania. Per me era un mistero, e non vedevo l'ora, al mattino,di vedere quanto avevano camminato la notte. Beata ingenuità!


Danila

Tema:
Oggi è stata una giornata molto diversa dalle altre e non ha per nulla seguito il filo conduttore che avevo preparato.
Stamattina ne ha dipanato un altro, improvviso e del tutto suo, alle 4 e mezza mi sono alzata per aprire di più la porta finestra e far entrare meglio il suono della pioggia sugli alberi fra gli alberi sotto gli alberi e sono inciampata nel letto di casa mia, finita in una infinita caduta degna di un rallenty, lunga distesa per terra. Picchiato il solito ginocchio destro.
Dico subito il finale, che di carne negativa al fuoco ce n'è abbastanza in circolazione: tutto bene, è solo una contusione.
 Così niente glicemia, niente oculista, annullati tutti gli appuntamenti. L'oculista ne ha approfittato per rassicurarmi ancora sull'occhio: non è da operare. La dottoressa ha insistito per una lastra al pronto soccorso. Sapevo che non c'era frattura, tu lo sai Dani che sono anche un po' medico, ma il male era alle parti molli interne.
Non ho dormito niente perché avevo un male costante che cresceva, nonostante il ghiaccio, l'antinfiammatorio e il Fastum gel.
Ore 12 mobilitato Jamila che è arrivata da me alle 13 appena è tornato e messo a tavola suo marito. Poi Sesìl, che è corsa qua verso le 15.
E tutte e tre siamo partite per il Pronto Soccorso dell'Arcispedale Sant'Anna di Ferrara, che è come l'Araba Fenice 'che c'è ciascun lo dice, dov'è nessun lo sa'. Al volante della sua potente auto, Jamila; navigatore, Sesìl. E io dietro a fare il malato.
Un malato che non ha mai dovuto camminare tanto per plaghe inusitate... finché l'Araba Fenice è apparsa davanti a noi. Allora tutto è stato più semplice. Accettazione, visita ortopedica nel giro di un quarto d'ora. Potrò riprendere la bicicletta a fine prognosi, cioè fra 6-7 giorni, anzi, il medico mi ha fatto i complimenti per il mio impegno ai pedali e alla voga.
In realtà erano bici e vogatore che mi facevano venir da piangere: ma come, ho fatto tanto per rimettermi in piedi e adesso devo fermarmi!
Invece tutto bene. Solo, se dopo quei 6-7 giorni persiste il male interno, è meglio fare una risonanza magnetica. E sarebbe ora, perché quel mio povero ginocchio dx ne ha avuti di colpi, tra neve e cane, cane e pioggia, e 2 stupide cadute casalinghe nel 2009 e oggi.
Adesso sono a casa, ma alle 21 mi vengono a prendere per andare a cena da Marco. A parte che è il suo compleanno e io ho solo una contusione, è anche l'unico modo per farmi stare seduta e tenere 'l'arto in discarico' come mi hanno prescritto.



C'era questo cielo queste nubi e questa strada. Sixin ha fotografato. Così tu sei stata con noi. Intanto raccontavo alla Delegazione straniera che mi accompagnava, la storia del palazzo di Cnosso, di Minosse, del Minotauro e del Labirinto costruito da Dedalo, architetto greco e dal figlio Icaro suo assistente. Mi sono soffermata sul significato della parola 'Labirinto' = arma a doppio taglio. E promesso che in ben altra occasione parlerò di Dedalo e Icaro.
Angela
il malato

Poiché mi hai dato il permesso di pubblicare la prima parte, ma la seconda era altrettanto interessante, in quanto hai descritto bene lo svolgersi delle visite ospedaliere, definendole "araba fenice", mi sono auto-autorizzata (ehheh!) a pubblicare anche il resto. E prosegui ad istruire le tue amiche d'oltremare, su fatti storici o mitologici. Trovarla, un'insegnante così edotta e "a gratis" come direbbero gli italiani che non usano con proprietà la loro lingua!
Quella foto è eccezionale, e ci sta bene qui, ad illustrare una pagina della tua vita, una tua giornata non proprio al top, ma che mi auguro termini serenamente, festeggiando il tuo amico Marco. Auguri Marco, anche se non ti conosco! E prenditi cura di Angie, che è una persona davvero speciale.
Danila


1 commento:

  1. Certo che ieri sera dovevo essere un po' cotta per raccontare che al pronto soccorso mi avevano suggerito di tenere 'l'arto in discarico'. Cioè praticamente di buttarlo via.
    Be' me ne sono accorta oggi. La procedura dice: 'arto in scarico'. Che è una semplice procedura di riposo, non un incentivo alla differenziata con l'introduzione di qualche elemento nuovo.
    Cinciullà

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