POETANDO

In questo blog raccolgo tutti gli scritti, poetici e in prosa, disegni e dipinti di mia ideazione
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venerdì, settembre 19

Chiusura Processo Diocesano per la Beatificazione di Fra Jean Thierry Ebogo

Firma degli atti da conservare in Curia di Milano e da consegnare in Vaticano


Da “IL GIORNO” 

Jean Thierry, presto il primo beato milanese venuto dall’Africa . Scola "Un evangelizzatore venuto da terre di missione.

Nella parrocchia di santa Teresa di Gesù Bambino a Legnano, l’Arcivescovo di Milano, il cardinale Angelo Scola, ha presieduto la cerimonia di chiusura del Processo diocesano Super Virtutibus per fra Jean Thierry Ebogo, che a Legnano morì otto anni fa.


Padre Giorgio Peruzzotti, che ha seguito Jean Chery (no non ho sbagliato, così abbiamo modificato  il nome di Thierry, poiché ci è molto caro) in Camerun

L'arcivescovo di Milano Angelo Scola nella chiesa di Santa Teresa di Gesù Bambino a Legnano

  Fra Jean Thierry, chiude l'iter del processo di Beatificazione: il 9 settembre il cardinale Angelo Scola a Legnano

Milano, 9 settembre 2014 - "La figura di Jean Thierry(LA SCHEDA è un motivo di consolazione e di gioia che ci spinge a prendere in mano noi stessi, a porci la stessa domanda che per lui fu bruciante: per chi viviamo? Ci troviamo davanti ad un uomo che ha saputo vivere di dedizione al Signore, ai fratelli. Dopo essere stati noi a portare il Vangelo in tante zone del mondo, accogliamo con gioia l'arrivo di evangelizzatori e testimoni che giungono da queste terre, come ė stato Jean Thierry, perché risorga la nostra fede, per imparare di nuovo ad amare chi ci sta vicino, ad assistere chi è nel bisogno". Loha detto questo pomeriggio, martedì 9 settembre, nella parrocchia di Santa Teresa di Gesù Bambino a Legnano, l’Arcivescovo di Milano, il cardinale Angelo Scola, a conclusione della cerimonia di chiusura del Processo diocesano Super Virtutibus per fra Jean Thierry Ebogo, che a Legnano morì otto anni fa.
Il processo Super Virtutibus è una tappa fondamentale del processo che porta prima alla beatificazione e poi alla dichiarazione ufficiale di santità. Molti gli amici che lo ricordano, presenti oggi alla cerimonia. Sono loro ad aver intrapreso un’iniziativa singolare: hanno creato - primo caso per una persona incamminata agli onori degli altari - una pagina Facebook a lui dedicata.
Nato il 4 febbraio 1982 a Bamenda (Cameroun), fin da giovanissimo Jean Thierry manifestò il desiderio di diventare sacerdote: a 13 anni entrò nel Seminario minore di Guider. Nel 2003 entrò come postulante nel Carmelo teresiano a Nkoabang e l’anno dopo fu ammesso al Noviziato. Ma qualche settimana più tardi scoprì di essere affetto da un tumore osseo: subì così l’amputazione della gamba destra, offrendo la sua sofferenza alla nascita di nuove vocazioni. Nel 2005 padre Gabriele Mattavelli, Provinciale dei Carmelitani Scalzi in Cameroun, portò in Italia con sé Jean Thierry, perché iniziasse a Concesa (MI) il suo noviziato e potesse essere assistito adeguatamente dal punto di vista sanitario. Ma le cure a cui fu sottoposto non diedero i risultati sperati. Col consenso del Padre Generale dell’Ordine, l’8 dicembre 2005, Jean Thierry emise la sua professione solenne nel Carmelo teresiano. Meno di un mese dopo, il 5 gennaio 2006, fra Jean Thierry di Gesù Bambino e della Passione morì all’ospedale di Legnano (MI). I suoi funerali celebrati prima nella Parrocchia S. Teresa di Legnano e poi in Cameroun, a Yaoundé, dove la sua salma venne trasportata, videro la partecipazione di un’immensa folla di amici. La sua tomba, nel cimitero dello studentato carmelitano di Nkolbisson – Yaoundè (Cameroun), è meta di continui pellegrinaggi ed è sempre coperta di fiori e lumi.
Il 16 luglio 2013 l’Arcidiocesi di Milano, sollecitata dalla Provincia Lombarda dei Carmelitani Scalzi, ha aperto il processo canonico in vista della beatificazione. Dopo la chiusura ufficiale avvenuta oggi, la documentazione sarà trasmessa a Roma in attesa dell’esame della Congregazione dei Santi.  
Aggiungo che erano presenti molti Padri Carmelitani della Provincia Lombarda, compreso naturalmente il Padre Provinciale P. Attilio Viganò e il Padre Postulatore per le cause dei Santi, Padre Antonio Sangalli, Mons. Apeciti, che ha intrattenuto relazioni relative al Processo con il Vaticano e la Curia di Milano,  molte autorità diocesane e Parroci delle Chiese di Legnano, oltre ad una folta schiera di fedeli che, malgrado l’orario pomeridiano di un giorno feriale, hanno voluto essere presenti a questo grande evento, che ci coinvolge molto da vicino.
Tutto questo non avrebbe avuto luogo, se il Gruppo di Preghiera Amici di Fra Jean Thierry Ebogo non avesse perorato la causa con viva sollecitudine.

Danila Oppio ocds Legnano

Ecco un piccolo servizio fotografico

Una folta delegazione di Padri Carmelitani della Provincia Lombarda
Primo a sinistra, il Padre Provinciale
L'Arcivescovo di Milano ci parla di Jean Thierry
Il Cardinale Angelo Scola celebra l'evento
Gli atti firmati mostrati al pubblico da Padre Antonio Sangalli



Eccomi, la testa bionda in terza fila, a destra guardando la foto, dietro a Mons. Angelo Cairati, Prevosto di Legnano nonché Vicario Episcopale
in prima fila, Irene Zita, Anna e Luigi Vigna


Qui sono sulla sinistra, alle spalle del Cardinale




E qui, parzialmente nascosta dalle spalle di Luigi Vigna, camicia bianca in prima fila
sempre dietro a Mons. Cairati, con l'amica-sorella Susy



Giusto per ricordare che in questo giorno straordinario ero presente, è stato un grande momento, poiché non capita tutti i giorni che un ragazzo di 24 anni, che ho conosciuto personalmente, sia in cammino verso la proclamazione della sua santità.
Ma se questo è potuto accadere, un grande merito va anche ai signori in prima fila, che hanno creato il Gruppo di Preghiera Amici di Jean Thierry Ebogo, che lo hanno seguito nella malattia e gli erano stati vicini quando il piccolo Jean Chery ha varcato l'eternità. Attraverso loro, si sono fatti i primi passi per ottenere quanto è accaduto in questa giornata. Grazie Jean Thierry, per essere stato tra noi, con la tua immensa bontà e accettazione del sacrificio che ti ha avvicinato alla Croce di Cristo. Non per nulla il tuo cognome religioso è quello di "Gesù Bambino e della Passione". 
Danila Oppio ocds

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