POETANDO

In questo blog raccolgo tutti gli scritti, poetici e in prosa, disegni e dipinti di mia ideazione
Un diario dei miei pensieri non segreto, ma aperto a tutti.
E le poesie di amici e poeti illustri, che più mi hanno colpito.
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giovedì, agosto 21

EDUCARE

Addio vocabolario!
Angela Fabbri mi scrive:

E guarda che bella definizione ho tirato giù da internet:

dal latino: educare composto di e fuori e duco  condurre. Guidare fuori.
L'educazione non è l'insegnamento che forgia e foggia, di sapore ottocentesco: l'educazione trae dalla persona ciò che ha da sviluppare di autentico, di proprio.

L'idea di una persona educata ci fa venire in mente una persona compìta e posata che sa stare a tavola in osservanza dei galatei, che nelle discussioni asseconda e puntualizza senza mai scomporsi né contrariare nessuno, che sa il suo posto e che lo mantiene.

Più propriamente, l'educato è chi conosce il valore delle cose nella propria vita, chi è in grado di esprimersi nel riguardo di questo valore - non secondo leggi esterne imposte, ma secondo leggi morali e culturali che con l'educazione hanno iniziato a respirare scaturendo dal profondo della persona, espressioni del bambino che maturano conoscendo il mondo, espressioni dell'adolescente che inizia a fare i conti con sé stesso e con gli altri, espressioni dell'uomo capace di apprendere ed asserire.

Ecco quello che penso anch'io sull'educazione.

Tutto è nato dal fatto che oggi, scorrendo un articolo sulla rivista del Centro Culturale Studi Storici "Il Saggio", ho trovato una parola che non conoscevo, fra le tante che non conosco, che mi ha incuriosito: PAIDEIA.
PAIDEIA significa educazione di se stessi, cioè formazione di se stessi: dura tutta la vita e non si compie mai.
E allora dopo mi scorreva continuamente nel cervello E-DUCO, non èduco, ma edùco, che si lega a condurre, condurre fuori, e cioè... 
Angie


Ed oggi ci si informa così: reti internet!

E cioè.... Angie, mi hai condotto fuori, educando - insegnando anche a me, una delle tantissime cose che ignoravo! Grazie! Penso che possa interessare anche agli amici del blog! Così ho proseguito la tua ricerca, ed ho trovato questo:
Il significato etimologico della parola educazione viene dal latino e-ducere che significa letteralmente “condurre fuori”, quindi liberare, far venire alla luce qualcosa che è nascosto. Per educazione si intende dunque il processo attraverso il quale la conoscenza, che è già in ciascuno di noi, “emerge” in noi.


Si può pensare, quindi, di dover distinguere l’educazione dall’istruzione, intesa come trasmissione di nozioni teoriche o tecniche operative, specifiche di una disciplina, di un’arte, di un’attività.  Tuttavia “istruzione” ed “educazione” possono fondersi quando l’insegnante cerca di favorire la comprensione autonoma da parte dei bambini o ragazzi, instaurando con loro un dialogo “esplorativo” e stimolando la loro creatività nell’apprendimento, affinché ciò insegni a ragionare e non ad imparare passivamente.
Credo sia interessante anche questa definizione, che in parte collima con la tua, e in parte ne mostra un'altra angolazione.
Dani




3 commenti:

  1. Mi viene da dire che la parola 'educazione' sia stata confusa, nell'Ottocento, fino a mostrare solo il suo aspetto superficiale: come ci si conduce nel mondo esterno.
    Del significato originale quel 'condursi nel mondo esterno' era solo una parte, quella che privilegiava, più che il rapporto sociale, come rapportarsi in società.
    Nel significato originario significava tirar fuori da se stessi tutto il nuovo che c'è in un individuo, allo scopo di crescere e, volendo, portarlo agli altri.
    Diciamo un lavoro interiore che, se lo facciamo tutti, diventa libero SCAMBIO. Parola così usata e abusata ai nostri giorni .
    Mi scuso per questa 'disquisizione' che ho fatto senza possedere i requisiti richiesti.
    Angela Fabbri

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  2. Invece arricchisce il testo. In effetti, un tempo la persona considerata "educata" era proprio quella che sapeva usare la forchetta nel giusto modo, che sorrideva con garbo (Beatrice insegna) a tutti, senza distinzione, pur se fossero antipatici! Esteriorità, falsità se vogliamo. Cosa tu tu, Angela, aborri, perché ami esprimere quel che pensi, fosse anche contrario a quelle norme di galateo tanto ipocrite! Ed è la verità che deve emergere, anche a costo di apparire mal-educati!). Per questo ho pubblicato quanto mi hai inviato, poiché l'educazione è tutt'altro che quella intesa comunemente ed erroneamente! Grazie di nuovo!

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  3. Errata corrige: cosa che tu, non cosa tu tu! Capita....chiedo venia!

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