POETANDO

In questo blog raccolgo tutti gli scritti, poetici e in prosa, disegni e dipinti di mia ideazione
Un diario dei miei pensieri non segreto, ma aperto a tutti.
E le poesie di amici e poeti illustri, che più mi hanno colpito.
In calce alla home page, così come sulla destra della stessa, potete leggere i miei quattro e-book, basta cliccare sulla copertina, e si apriranno le pagine. Buona lettura!

domenica, agosto 24

Il fiume della vita



I piedi nell’acqua ghiaccia
Di un torrente montano
Scivolano su pietre muschiose

Sperimentare emozioni
E ignorare pericoli, è tipico
Di cadute bambine

Ormai giovane donna
Sfida il tumulto d’una piena
E a nuoto l’attraversa

Il pericolo aumenta
Ma tra gorghi e ondate
All’altra riva approda

Ora, vecchia e stanca
Si siede alle sue sponde
E attende…

Nel fiume della sua vita
Mille emozioni riaffiorano
Come relitti nella corrente

Danila Oppio




4 commenti:

  1. Non mi sembri ancora vecchia, Dani, e non mi sembri ancora stanca. E non lo sono neanch'io, se mi butto nella corrente della tua bella poesia, pesco 'relitti' e depongo 'reliquie'.
    Ciao, romanticona, non riesci mai a essere cinica come me, anche se vuoi, e io con te
    ritrovo la dolcezza e la forza di trasformare in tesori anche le cose abbandonate.
    Angie

    RispondiElimina
  2. Grazie Angie! Ci sono giorni in cui ci si sente vecchi e stanchi, altri in cui sembra di avere ancora una vita intera davanti a noi. E' questione di stati d'animo. Con questa poesia ho voluto solo rappresentare la vita di una donna, magari anche la mia. Quando si è piccoli, non si conoscono pericoli di sorta, e si rischia ogni giorno di farsi male, a volte sbucciandosi solo le ginocchia, altre rompendosi un braccio, se non peggio.
    Poi si diventa adolescenti e giovani donne, e i pericoli sono altri, tra cui la difficoltà di affrontare le future incognite, quando si è maturi o anziani, ci si ferma, metaforicamente dall'altra parte del fiume della vita, perché si è guadata nel suo percorso, e si attende...che cosa? Lo sappiamo tutti e non serve parlarne. Nel frattempo, si ripensa a ciò che è stato, a cosa non è stato, a quello che avrebbe potuto essere, insomma, si fa un bilancio, si riesumano ricordi, che sono quei relitti che ancora procurano qualche emozione.

    RispondiElimina
  3. Bella questa immagine 'ci si ferma dall'altra parte del fiume della vita, perché si è guadata nel suo percorso'. E, si guarda indietro, con occhi meravigliati: Davvero ho fatto tutta questa strada? e chi c'era con me? Ah, sì adesso comincio a ricordare... E a mano a mano che i ricordi arrivano, scopriamo che sono stati tanti e che molti sono ancora accanto a noi: sono persone, sono oggetti cari, sono sogni dimenticati in libreria
    e riportati sotto la luce della lampada sul tavolino...
    Angela

    RispondiElimina
  4. e riportati sotto la luce della lampada sul tavolino... una bella metafora, ma che potrebbe anche tradursi in realtà. Per esempio, appunti e pensieri vergati su un quaderno, tenuti da parte per un futuro racconto o romanzo, sulla libreria, e poi ripresi, perché ora il tempo per rivederli lo abbiamo. Grazie Angie, questi tuoi commenti arricchiscono il post.

    RispondiElimina