POETANDO

In questo blog raccolgo tutti gli scritti, poetici e in prosa, disegni e dipinti di mia ideazione
Un diario dei miei pensieri non segreto, ma aperto a tutti.
E le poesie di amici e poeti illustri, che più mi hanno colpito.
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venerdì, novembre 27

Storia di una visita agli occhi, vista da un paziente

Questo articolo necessita di una premessa: Angela mi scriveva ieri, con difficoltà, in quanto era ancora sotto l'effetto dell'atropina, a seguito di una visita specialistica.



Ma credevo lo sapessi, Dani, che, al giorno d'oggi, quando si fa una visita oculistica essa prevede sempre il fondo oculare.
Le antiche visite per diagnosticare o controllare miopia o ipermetropia, supportate da un oftalmoscopio e senza uso di atropina sono cose della nostra giovinezza!
Io sono miope da quando avevo 12-13 anni e da allora era canonica almeno una visita all'anno.
L'oftalmoscopio (strumento per guardare dietro l'occhio ma che non permetteva di vederne la periferia e cioè tutto il contorno della retina) fu usato en masse fino all'inizio degli anni '80 del '900, quando dagli Stati Uniti arrivarono nuove tecniche, con la luce laser. Tecniche che richiedevano l'uso dell'atropina per allargare l'iride (o dilatare la pupilla, come preferisci). Ma che in tal modo permettevano un controllo dell'intero fondo oculare.
Ora diciamo che il bulbo dell'occhio assomiglia a un uovo. Bene, quest'uovo ha sul fondo una copertina nomata 'rètina', ma si potrebbe chiamare anche retìna tanto assomiglia nella sua struttura a una retìna che raccoglie i capelli.  
Quando entra in gioco la miopia, l'occhio tende ad allungarsi sul davanti, sporgendosi.
Quando entra in gioco l'ipermetropia, l'occhio tende a appiattirsi, allungandosi ai due lati.
Questo, l'occhio lo fa per aggiustare il fuoco che viene, in entrambi i casi, spostato: nei miopi si accorcia, nei presbiti si allunga.
In entrambi i casi non riusciamo più a mettere  a fuoco, perché il punto di fuoco è sulla retina e allora l'occhio si modella per riuscire a raggiungerla.
Ora, questo rimodellamento del bulbo stira la retìna che lo avvolge. E la rètina è fatta di un'incredibile quantità di minuscoli vasi sanguigni che quindi possono subire danni da stiramento.
Ecco perché, da almeno 30 anni, non solo si fa l'esame della vista, ma, soprattutto, si esamina il fondo dell'occhio.
E questo in soggetti che non hanno altri problemi. Ci sono ben altri sistemi per analizzare il fondo dell'occhio, fino a arrivare al nervo ottico.
Ma di questo parleremo un'altra volta. O meglio ne parlerà chi ne sa davvero, dunque non io me, ma un oculista!

(Ho scritto perché le pupille si avviano alla chiusura normale).
Angela Fabbri
E per i pellerossa come si controlla la vista?
Così!  
Dani





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