POETANDO

In questo blog raccolgo tutti gli scritti, poetici e in prosa, disegni e dipinti di mia ideazione
Un diario dei miei pensieri non segreto, ma aperto a tutti.
E le poesie di amici e poeti illustri, che più mi hanno colpito.
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giovedì, novembre 5

L'uovo di Coucou, Sèlavy!



Mentre  razzolavo nelle Terre dello Schifo
Un uovo mi disse: io sono quel  ‘Sisìfo’:
“Un uovo non è un uomo, un uomo non è un uovo”, mi opposi fiaccamente con Lapalisse e matematica – la scottante! – per bastianar contrario, per infierire, da più realista del re dire
“Ecco, sono fritto!
Tra fitte ombre o Tanato e Tantalo io stento
Tramortirei ogni sempre per l’unico mai più”
 Così l’uovo Sisìfo girava e rigirava:
“Senza inflessioni,  nemmeno le afflizioni son più tali: che si affrettino a farla, questa frittata…”
Nel frattempo rimandare, sospensioni tonde e chiare, arrotolarsi  un “sono fritto” e parole tanto amare
“Ecco, sono fritto!”
“Ah, no!... o almeno, non ancora”, intervenni
Allora seguitò:
“Come  vorrei sgusciarne fuori…”
E un canto cominciò:

“Dalla padella finire alla brace
Pure mi pare esser ben insediato
Intorno e dentro già tutto si tace
Nessun unto, scivolone negato

E chi ci dice giù s’arda davvero?
Se fatuo fosse poi quell’arrossire?
Credo ballerino che non fa cero
Ah, poveruovo che vuole morire!

Potrei ascendere al fumo nel vuoto?
Unger di gomito, e più vivo fuoco!
Nulla si puole in immortale nuoto…”

Mentre si riaccasciava su se stesso tacendo l’ultima terzina, spossato
Un sobbalzo improvviso, la buona novella
“Elevazione, levitazione! “ 
Macché:  erano i salti in padella
Un decrepito giovinastro in barba e baffi lo riprese
Al volo, da stagionato chef, quindi la mano gli tese:
“Bravo! Ecco la tua liquidazione solidissima, equa e solidale
 Hai lavorato sodo, e pertanto io ti darò
La quiete eterna che non fa brodo
In verità vi dico:  ti farò sodo! “
E quella materializzazione ovale mi cadde senza esitare sulla testa e anch’io caddi  come corpo morto cade
E solo nella mia capa aperta  gli ultimi versi suonarono:

“Si tratti di un’ora, di un giorno, di un mese
Ravvivaci ognor  chissà quale cuoco

Tegame  o pentola,  il mondo è paese”

Coucou, Sèlavy!  


Applausi!!

2 commenti:

  1. Modifica
    Anonimo ha detto...

    ironica e geniale trasposizione simbolica dell'esistere, il decadere d'ogni elevazione .

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  2. Mi farebbe sempre piacere conoscere il nome degli anonimi! Se è possibile..altrimenti che resti pur anonimo...ma non capisco il termine Modifica che precede il commento stesso.

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