POETANDO

In questo blog raccolgo tutti gli scritti, poetici e in prosa, disegni e dipinti di mia ideazione
Un diario dei miei pensieri non segreto, ma aperto a tutti.
E le poesie di amici e poeti illustri, che più mi hanno colpito.
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giovedì, novembre 19

NEBBIA di Angela Fabbri

La nebbia in piazza Ariostea a Ferrara
NEBBIA di Angela Fabbri 

Oggi, andando in bici dal medico nuovo, passando sotto un viale alberato e un altro e un altro viale alberato della mia città, mi è tornato in mente il discorso sulla nebbia fatto stamane tardi col mio secondo Marco che doveva portare una fornitura di vino al mare.
E da quello ho ricordato vivamente quando lavoravo a Ravenna e il commesso viaggiatore molto più vecchio di me a cui piacevo tanto, mi veniva a prendere la domenica sera a casa dei miei e tornavamo verso Ravenna insieme.
Ma quella sera d'autunno ci fu una nebbia così intensa nel buio che a un certo punto abbiamo perso l'orientamento.
Volevamo fermarci a Porto Garibaldi a cenare col pesce, ma i cartelli non si vedevano più e lui fece un'improvvisa inversione in quel buio pesto, che mi spaventai a morte. Aveva invece ripreso il controllo della direzione e ci riportò sulla strada dei lidi.
Ecco... mi dicevo in bici, questo episodio vissuto andrà perduto, a me non serve più, è passato, ma magari a qualcuno sì.
E allora ho ricordato una frase, adesso importante, dai miei libri:
" Se è vero che la luce di ogni momento della nostra vita viene raccolto e custodito dalle stelle, un giorno qualcuno si nutrirà di noi, di tutti noi "
Che sollievo!
Questo è quello che accade andando in bicicletta.
Se vuoi, pubblica intera la mia email. Per le poesie in frammenti non ho ancora trovato il tempo. Il presente mi prende troppo. Oggi è stato un pomeriggio bellissimo, tenuto conto che l'ho passato fuori e poi dentro la sala d'attesa di un medico...
E' stato un pomeriggio di nebbia, grigio, ma così ricco e così pieno di vita che tornando nel buio e fermandomi a comprare cioccolatini dove non riesco mai a andare e poi una scamorza bianca di quelle divine che hanno solo alla Bottega del Formaggio di quelle, per intenderci, che quando tagli una fetta, la pelle esterna viene via perchè son stagionate a dovere... dicevo tornando verso casa nel buio, riattraversando gli stessi viali alberati, fuori e dentro dalle luci calde dei lampioni, mi sembrava di essere la ragazzina che correva in bici dentro la sua città e, anche se sapeva che lì non era felice e l'avrebbe lasciata, lì si sentiva a casa.
In fondo a Via Garibaldi mi sono fermata dal meccanico, quello simpatico che quest'estate mi ha inspiegabilmente dato un bacio sulla guancia, che è sempre sporco di 'sunzone', cioè la morchia che si usa per lubrificare e gli ho chiesto se mi sistemava il fanalino rosso della bici. E mentre lui si chinava, svitava, controllava, gli ho detto " Lo vuoi un cioccolatino? li ho appena comprati " Lui ha alzato la testa sorpreso, dicendo sì con quei suoi occhi tondi.
" E vuoi una bananina o un cremino? "
Ha scelto il cremino.
 Ciao. Angie

La foto è ripresa dal sito di Loretta Bassani, di Ferrara, e lo cito per etica professionale. 
http://www.lorettabweb.net/ferrara/index.php?page=storia/ferrara.php&settore=int
Ma mi pareva perfetta perché scattata a Ferrara, e con una signora che conduce una bicicletta a mano. "quasi" in tema! 

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