POETANDO

In questo blog raccolgo tutti gli scritti, poetici e in prosa, disegni e dipinti di mia ideazione. Recensioni stilate da me e da altri autori. Editoriali vari.
Pubblico poesie, racconti e dialoghi di vari autori.
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Buona lettura!

domenica, settembre 4

GALATEO di Salvo Figura

Ecco. ti invio un micro-racconto selezionato 4 anni fa per l’antologia “365 racconti  sulla fine del mondo”, della Collana Atlantide - Delos Books Edizioni.
Nel 2012 se ricordi, ci fu tutta quella fanfara sul calendario Maya, 21.12.2012.
Io mandai questo racconto insieme a un altro.  Eccolo, c'entra preciso nel tuo blog.
Forse ti stranirà come racconto, ma è nel mio stile per le 2000 battute.
Buon sabato e un abbraccio.
Salvo
Carissimo Salvo, non mi limito a pubblicare il tuo racconto, ho fatto una ricerca e lo arricchisco con quanto riguarda l'antologia nella quale è inserito il tuo racconto. 








GALATEO
di Salvo figura

Gli allievi del prestigioso college erano disposti intorno al grande tavolo imbandito: L’ultimo esame si presentava assai difficile.
Avevano già superato la prova del primo piatto. Quattro giovani su dieci erano stati eliminati per dei banali errori.
Quella del secondo, a base di crostacei, aveva visto la bocciatura di altri quattro allievi.

L’esame generale si svolgeva in vista del cenone natalizio, programmato quell’anno per il ventuno dicembre. La tradizione veniva rispettata ormai da tempo immemorabile.
Non era stato facile sgusciare astici e cicale con tranciagranchi e forchetta. Infilzare questi maledetti mostri corazzati, sembra un’impresa da cavaliere medievale,– aveva pensato JH, uno degli allievi più promettenti del corso, ma ce l’aveva fatta. Aveva ben piantato la sua posata nella dura carapace di un’aragosta e in due minuti l’aveva sgusciata.

Si era infine giunti alla frutta. Era proibito sfiorarla anche con un dito. L’ultima volta che un allievo l’aveva fatto, era stato espulso e la frutta, quella volta un’arancia, era rotolata via nell’immensità della sala buia. La fine del tempo concesso era ormai giunta, e JH, figlio illegittimo del Direttore del corso, Giuseppe Israeli, cosa nota a tutti, infilzò una grossa mela, di traverso, sull’equatore: un colpo secco come aveva imparato ormai dall’esperienza maturata.
Il primo dente della forchetta centrò il Portogallo; il secondo sfiorò Catania, il terzo infilzò il Mediterraneo, e il quarto un punto imprecisato di un villaggio della Palestina.
Il coltello, frattanto, lentamente, iniziò ad affettare il Polo Nord…


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