POETANDO

In questo blog raccolgo tutti gli scritti, poetici e in prosa, disegni e dipinti di mia ideazione
Un diario dei miei pensieri non segreto, ma aperto a tutti.
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mercoledì, settembre 14

Tenègne de cont - poesia in dialetto feltrino di Teresa D'Incà

Mi è stato indicato il link del profilo FB di Cuore Feltrino, 

e in particolare questa meravigliosa poesia dialettale, che in seguito è tradotta in italiano.


Tegnène da cont

Tegnène da cont, tosat!
Sion i ultimi
de quei che l'à vivest
che ancor ve pol contar
d'en tenp ch'el par lontan
già pers in nibie antiche...
Sion i ultimi
che ancora sa novelar
de polente magnade sul scalin,
rosari intonadi dentro al staul,
cantade tuti insieme a sfoiolar...
Sion i ultimi
che ancora se risovien
de dughi e conte
de miti e fole antiche
laori e tradizion
vece superstizion
de filastroche,
insolite orazion
bali dismessi e canti...
An patrimonio che 'ndara despers!
Co la zivita cantarà par noi
finisse n'era...

di Teresa D'Incà
Il canto della civetta era considerato annuncio di morte

Teneteci con cura, ragazzi, 

siamo gli ultimi
che hanno vissuto
e che ancora vi possono raccontare
di un tempo che pare lontano
perso in nebbie antiche.

Siamo gli ultimi
che ancora possono  raccontarvi
di polenta mangiata sugli scalini
di rosari recitati nella stalla
di canti intonati insieme 
mentre si spannocchia.

Siamo gli ultimi
che ancora si ricordano
di giochi e conte
di miti e favole antiche
di lavori e tradizioni
di vecchie superstizioni
di filastrocche
insolite orazioni,
di balli non più in voga e canti...

Un patrimonio che andrà perduto!
Quando la civetta canterà per noi
finirà un'era.

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