POETANDO

In questo blog raccolgo tutti gli scritti, poetici e in prosa, disegni e dipinti di mia ideazione
Un diario dei miei pensieri non segreto, ma aperto a tutti.
E le poesie di amici e poeti illustri, che più mi hanno colpito.
In calce alla home page, così come sulla destra della stessa, potete leggere i miei quattro e-book, basta cliccare sulla copertina, e si apriranno le pagine. Buona lettura!

venerdì, settembre 2

Tempora et Mores di Tommaso Mondelli

Oggi ho ricevuto la nuova silloge poetica di Tommaso Mondelli. Vorrei una volta ancora, presentarla personalmente, dopo che lo ha fatto L'ArgoLibro Editore. 

Il fronte copertina


La quarta di copertina che riporta la presentazione dell'Editore

La foto dell'autore, scattata il giorno del suo 97° compleanno e che si trova inserita nel libro


La mia recensione, o meglio dire, presentazione, alla silloge stessa


RECENSIONE DI DANILA OPPIO

O tempora o mores!
O tempi, o costumi!
 Seneca il Retore, (Suasoriae VI.3) commentando la corruzione dei costumi, chiama in aiuto Cicerone con queste parole: "Tuis verbis, Cicero, utendum est: o tempora! o more!
Dobbiamo usare le tue parole, o Cicerone: o tempi! o costumi!. Cicerone, infatti, deplora spesso la corruzione che si è diffusa anche tra i politici e rimpiange il passato proprio con questa esclamazione: o tempora, o mores! che si ripete in varie orazioni. Oggi l'esclamazione ciceroniana è spesso usata in tono scherzoso o bonariamente polemico. 
L’autore Tommaso Mondelli, parafrasando Cicerone, ha scelto un titolo che, pur seguendo le tracce dello scrittore e oratore latino, non fosse pedissequo. Tempora et mores.
I tempi sono passati, ma non ci sembra che siano cambiati molto, dall’epoca romana. La corruzione è un male che scorre come veleno, e percorre i secoli e i millenni.
Mondelli, nelle sue poesie, con piglio pungente, disegna i comportamenti dei politici attuali, degli economisti che, invece di far economia, sperperano patrimoni che sono della Nazione e non loro personali. Il tutto, a danno dei poveri italiani, cui non resta che piangere, proprio come in quel film del 1984, di Massimo Troisi e Roberto Benigni.
In effetti, abbiamo le mani legate, poiché il popolo non ha più voce e deve subire le decisioni di un governo che non opera per l’interesse del popolo ma per proprio tornaconto. Però non ci restano solo  lacrime! Al poeta, la soddisfazione di comunicare, con le sue composizioni poetiche, quel che accade in questi tempi,  non la si può negare. Mani legate, dunque, ma lingua sciolta!
Sono felice che Mondelli, dopo un periodo piuttosto difficile, trascorso in ospedale per un suo delicato intervento, e poco dopo, in lutto per la dipartita di sua moglie, abbia ripreso la volontà di continuare nella scrittura. “Volli, e volli sempre, e fortissimamente volli”  è  diventato anche il suo motto, non solo dell’Alfieri. Così, dal secondo semestre dello scorso anno, fino a pochi giorni fa, ha inanellato versi per una nuova silloge. Le ultime poesie le ha composte dopo aver festeggiato il suo 97mo compleanno.
Che dire? Non è da tutti, essere scrittori prolifici. Conosciamo però la grande inventiva dell’autore, che segue il corso degli eventi, e li traduce in rima. In questa silloge possiamo anche leggere versi su argomenti non propriamente di natura politica. Tutte le poesie sono spassose e da gustare interamente.
E concludo anch’io con la parodia del film di Benigni e Troisi : “non ci resta che ridere!”
Bravissimo Tommaso Mondelli, sono certa che non ti fermerai qui.

Finalmente ora ho a mie mani l'edizione cartacea, dopo aver lavorato spalla a spalla (si fa per dire! con Mondelli.  L'autore ed io comunichiamo e lavoriamo attraverso il  solo pc) su questa sua recente opera, il risultato di quanto studiato, e ne sono felice. E' come quando si hanno gli ingredienti per fare un buon ragù (e questo Angela Fabbri sa bene come realizzarlo!) ma fino a che non è cotto e assaggiato, non se ne conosce il risultato. 
 Danila Oppio
  

Nessun commento:

Posta un commento