POETANDO

In questo blog raccolgo tutti gli scritti, poetici e in prosa, disegni e dipinti di mia ideazione
Un diario dei miei pensieri non segreto, ma aperto a tutti.
E le poesie di amici e poeti illustri, che più mi hanno colpito.
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mercoledì, giugno 24

Alcuni esempi di attentati linguistici 3 parte

  Quella formulata da Silvio Coccaro è una normale ipotesi di scuola. Nel modo come è strutturata si tratta di due soggetti, due località su cui decidere quale raggiungere a seconda del tempo e due termini di congiunzione o disgiunzione. Luca e Marco andranno al mare e/o in montagna. Penso che chiunque, senza volerne fare un’ipotesi di scuola, l’avrebbe raccontata così: Luca e Marco andranno al mare o in montagna. Proprio perché i due soggetti sono d’accordo di raggiungere una o l’altra delle due località; tanto che mettono il naso fuori dalla finestra e decidono: mare o montagna.
   A mio avviso la frase è sbagliata per la inutilità delle due espressioni e/o, per l’assenza di un altro fattore che l’avrebbe fatta ritenere utile seppure non sicuramente errata.
  
Poniamo il caso della presenza di un terzo fattore. Potrebbe essere dato da una diversa ipotesi di scuola come la presente. Luca e Marco potranno venire a pranzo da me se conferiranno pane e/o cipolla. Nel senso del conferimento condizionato di pane e cipolla e, in assenza del pane o della cipolla, di venire ugualmente con quello dei due di cui hanno la disponibilità.

   Altri attentati.
   Quella italiana è una lingua che si presta male ad essere perfetta.La base è composta dal soggetto, predicato e complemento, ma una frase si può costruire in più modi diversi. Soggetto, predicato e complemento sono in ordine, ma qual è l’obbligo che ci impone da quale io posso o devo cominciare, o con quale finire?
   Chiusa la parentesi.
   Non c’è dubbio che i neologismi sono un arricchimento per una lingua che non vuole invecchiare e la distinzione per una popolo che non brami di essere colonizzato.

   Se una cosa va bene perché debbo dire "ok"? E se debbo fermare una persona per chiedere aiuto, invece di alt le debbo dire stop, per quale ragione? Se la traduzione e la costruzione di un nuovo vocabolo possono avere luogo, io direi che saggezza vuole che vengano inseriti tra i nostri vocaboli tradotti in modo che ne resti il significato semantico. Voglio pensare che anche se conoscessimo bene delle lingue straniere non maltratteremmo quella italiana.  


    Tommaso Mondelli

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