POETANDO

In questo blog raccolgo tutti gli scritti, poetici e in prosa, disegni e dipinti di mia ideazione
Un diario dei miei pensieri non segreto, ma aperto a tutti.
E le poesie di amici e poeti illustri, che più mi hanno colpito.
In calce alla home page, così come sulla destra della stessa, potete leggere i miei quattro e-book, basta cliccare sulla copertina, e si apriranno le pagine. Buona lettura!

lunedì, giugno 8

Un racconto straordinario di Vera Ambra

L'ho letto sul sito ufficiale di Vera Ambra, e non ho potuto fare a meno di condividerlo con voi.
Chi è Vera Ambra?
Su proposta dell’ing.Gerardo Rosa Salsano, Presidente Nazionale dei Centri di Ascolto del Disagio, la signora Vera Ambra è stata nominata responsabile del Dipartimento Affari Sociali del “C.A.D. Sociale” Delegazione Provincia Catania Metropolitana.
Vera Ambra, personalità poliedrica e artista versatile, scrittrice e poetessa, vive e opera a Catania ed è presidente della ben nota Associazione Akkuaria.
Sono le sue molteplici attività a vederla tutti i giorni protagonista sul palcoscenico della vita. È una donna sempre in prima linea, impegnata ad affrontare le numerose tematiche che riguardano il campo della cultura, del sociale e ambientale.
Qui sotto, i due link che la riguardano: uno è il suo sito personale, dove potrete leggere quanto scrive. L'altro è il sito dell'Associazione culturale Akkuaria, di cui lei è fondatrice e curatrice.


"... I tuoi difetti sono tanti che nemmeno tu li sai..."
Così cantava Mina.
Eppure l'ho sopportato!
Confesso che l'ho sopportato per tutti questi anni.
Ho sopportato i suoi dispetti feroci.
I miei fogli strapazzati, il disordine che mi creava in casa e le tende che strappava per dispetto.
Ho sopportato TUTTI i suoi graffi sulle mie braccia e i morsi non appena sentiva che parlavo al telefono con qualcuno.
Ho sopportato le sue gelosie, i suoi silenzi, il suo volermi ignorare per tutto il giorno ma la notte... (quasi tutte! Diciamo la maggior parte delle notti che dormo a casa, oppure quando non è offeso "a morte" con me), «più lo spingo giù e più si tira su» (pardon questa è una vecchia pubblicità di Manfredi).
Dicevo – la notte – più lo butto fuori dal letto e più mi torna con insistenza. Alla fine sono costretta a cedere, a sottostare alla sua volontà di possesso... sono mica una terra di conquista?
Mi domando se per caso non può farne a meno di starmi lontano.
Mi ama? Boh!
Sono diventata un'abitudine o un bisogno? Boh!!
Sta di fatto che appena rischio a mettermi in posizione "orizzontale" comincia ad avvicinarsi piano.

Faccio finta di dormire, il mio respiro è regolare.
Aspetto... che da un momento all'altro arriva.
Aspetto.... e quando s'avvicina ecco: ancora una volta gli faccio fare un bel salto.
Pussa via dal mio letto, vai a dormire nel tuo! 
"E invece No... invece No, la vita è quella che tu dai a me..." 
(E daje che ritorna Mina).
Mi si piazza beato sul bel mezzo della bocca dello stomaco e comincia a fare le fusa come un macinacaffè che gira ad alta velocità.
Signori: questo è il mio gatto.
A pensarci bene il mio gatto non ha un nome.
Non ho mai avuto tempo di darglielo, anche perché – se non è ora della somministrazione dei croccantini – ho voglia di chiamarlo... non viene mai... 
Vera Ambra
La parte divertente di questo racconto, è che fin quasi alla fine, si potrebbe pensare che parli di un uomo isterico, aggressivo, che la ignora quasi sempre, ma poi, di notte, la cerca.
E mi è tornata alla mente una canzone  (visto che anche l'autrice ricorda brani musicali), di Ombretta Colli, dal titolo Tutte le volte (meno che una).
Ora la posto, così sorriderete, ma un fondo di verità credo che ci sia!
Danila Oppio


Vera Ambra

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