POETANDO

In questo blog raccolgo tutti gli scritti, poetici e in prosa, disegni e dipinti di mia ideazione
Un diario dei miei pensieri non segreto, ma aperto a tutti.
E le poesie di amici e poeti illustri, che più mi hanno colpito.
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martedì, giugno 11

Bambini incustoditi




Affermare di essere sconcertata, è troppo limitativo. Alcuni giorni fa, un bimbo è stato dimenticato in auto, e ha perso la vita.
Ho appreso in seguito che un altro bimbo è stato sbranato dai cani della nonna o dello zio.
E sento di altri fatti ancora più orrendi, come quei genitori che gettano i figli dalla finestra, o li uccidono magari per vendetta verso il coniuge.
Che colpa ne hanno questi innocenti, se gli adulti sono inaffidabili? E’ mai possibile che proprio chi dovrebbe avere mille occhi e cento mani, per non perdere mai di vista i loro piccoli, debba agire in modo tanto superficiale?
I bambini sono la cosa più preziosa a questo mondo.
Il lavoro è importante, ma non deve prevalere sull’attenzione verso i figli, soprattutto se sono piccoli, e non sanno riconoscere il pericolo, che talvolta cercano, perché la loro innocenza è tale, che non possono pensare che la vita è tanto fragile, soprattutto la loro.
Quel che occorre evitare, è che i piccoli si avvicinino a cani da guardia, che non li stuzzichino.Sarebbe bene che i cani che giocano coi bimbi siano di piccola taglia, in modo che se l'animale impazzisce, non possa causare danni troppo gravi. Non si deve avvicinare un neonato ad un cane, ma neppure ad un gatto, poiché non si conoscono mai abbastanza le possibili reazioni, in quanto anche il cane più mansueto potrebbe agire in modo inconsulto. Fidarsi è bene, non fidarsi è molto meglio! Questo non significa che si debbano creare delle inutili repulsioni verso gli animali, che di norma, se allevati con amore ed educati bene, sono dolcissimi coi bimbi, e spesso li proteggono. Ma deve essere un rapporto costruito sotto la vigile attenzione dei genitori, sempre presenti agli incontri tra i cuccioli d'uomo e gli animali da compagnia.

Quando i miei figli erano piccoli, mi accusavano di essere troppo ansiosa, di soffocarli con  eccessive attenzioni, temendo sempre che si facessero male, o che incorressero in qualche pericolo. Per anni ho provato un senso di colpa, per essere stata una mamma troppo apprensiva ma, ora, con tutto quel che sento, sono felice di esserlo stata.
Resta comunque evidente che la vita colma di stress procura disattenzione, e se aggiungiamo la sempre più frequente perdita di valori, poi accadono cose che si credevano inconcepibili.
Non giudico nessuno…resta la coscienza a rimordere per il resto della vita, quale pena immensa, molto più gravosa di una condanna legale.

Danila Oppio


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