POETANDO

In questo blog raccolgo tutti gli scritti, poetici e in prosa, disegni e dipinti di mia ideazione
Un diario dei miei pensieri non segreto, ma aperto a tutti.
E le poesie di amici e poeti illustri, che più mi hanno colpito.
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domenica, giugno 2

Le frittelle del Papa di Angela Fabbri



    “ Va proprio bene “ disse Sua Santità chiudendo l’agenda degli impegni “ Domani a mezzogiorno saremo in visita a dei piccoli orfani. Abbiamo tutto il tempo. Miei cari Vescovi e miei cari Cardinali, togliamoci vesti e sopravvesti e anche le tonache da preti “.Tutti lo guardarono.

“ Non vi sto chiedendo di rinunciare alla vostra fede e al vostro sacerdozio. Vi chiedo solo di rimboccarvi le maniche e venire con me in cucina. Faremo le frittelle! “
Il Papa si avviò.
Il maestro di cerimonie che lo precedeva, disse a voce alta, rivolto ai cuochi << Extra homenes! >>
“ No no “ lo interruppe il Papa, “ loro ci servono. E’ vero che so fare le frittelle, ho imparato tanti anni fa da mia madre, ma non conosco la cucina, le padelle, dove sono gli ingredienti. Via, non rendetemi tutto così difficile, signor maestro di cerimonie.
Questo non è un Conclave. Dopotutto sono ancora qui, dovete convenirne.
E, più che un Consiglio di Stato, questa è una riunione di cucina: ho bisogno di avere intorno chi ha già le mani in pasta.
Noi siamo solo degli uomini di idee e, in questo preciso momento, soprattutto degli apprendisti in materia “

Era venuta sera. Tutti i vassoi della cucina erano ricolmi di frittelle: di riso, di mele, di crema.
E il Papa e i suoi Vescovi e i suoi Cardinali erano impiastricciati di pastella e odorosi di fritto fresco.
<< Santità, non vorreste … >> gli sussurrò a bassa voce il Segretario di Stato.
“ Lavarmi le mani? E’ proprio ciò che non ho inteso fare scendendo qui in cucina.
Domani i nostri piccoli orfani saranno felici di ricevere quello che, umilmente, oggi abbiamo fatto con le nostre mani.
Questo è il più bell’Angelus che abbiamo composto insieme.
Mi congratulo con tutti voi “
E si avviò. Ma sulla porta si volse, sorrise e benedisse i cuochi, gli aiuto cuochi, gli inservienti, gli sguatteri e l’intera cucina, frittelle comprese.
Poi parlò di nuovo “ La prossima volta friggeremo il pesce. Preparatevi, figli miei “
E uscì mormorando al Segretario di Stato “ Sapete come si fa? Ci vogliono molte varietà di pesci, che vanno fritte secondo un certo ordine … “

Angela Fabbri (Ferrara CNN 19-20 agosto 2011 e 27 febbraio 2012)



Le frittelle del Papa, quindi nè mie nè tue, ma sue (e speriamo di vedere quante ne friggerà)  
hanno appena ricevuto la medaglia di merito al Premio "Città di Empoli 2013". Premiazione a fine estate.
Mi congratulo con Angela Fabbri che, grazie a queste squisite frittelle e ad un Papa che si è prestato a cucinarle, ha ottenuto l'importante premio. Sono colpita dalla premonizione della scrittrice (o scrittore? Non so mai come definire Angela) riguardo al nuovo Papa, che pare abbia tutte le caratteristiche di quel Papa descritto nel breve racconto.

Osservate bene la data in cui questo racconto (l'autrice ama definirlo Parabola) è stato scritto. Niente faceva supporre che ci sarebbe stato un Papa Francesco, così semplice, umile ma soprattutto attento alle necessità altrui.

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