POETANDO

In questo blog raccolgo tutti gli scritti, poetici e in prosa, disegni e dipinti di mia ideazione
Un diario dei miei pensieri non segreto, ma aperto a tutti.
E le poesie di amici e poeti illustri, che più mi hanno colpito.
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domenica, giugno 23

"Un aneddoto di Arturo il muratore" di Angela Fabbri


(Dov'è la sicurezza sul lavoro?)
Io, oggi, mi sono alzata molto tardi, poi ho fatto le fragole con zucchero di canna e limone e cucinato pomodori e melanzane con quel pesto che Lana mi ha appunto aiutato a pestare ieri. Mi è rimasto il melone: potevo pulirlo ma non tagliarlo e a questo ha dovuto pensare Arturo dopo avermi portato a far la spesa all'Interspar.
Ha trovato un nuovo lavoro ma con gente che se ne frega proprio dell'incolumità dei lavoratori. Quando gli ho chiesto se era contento di lavorare di nuovo mi ha detto spontaneamente "No" e mi ha raccontato la sua giornata di oggi, davvero senza rete a 15 metri di altezza disteso su un tetto di lamiera bollente con il braccio destro che reggeva un trapano di vari chili con cui doveva aprire dei buchi nel sottotetto.   Gli ho detto che mi sembrava uno di quei miei sogni al limite dell'umano quando mi trovo in situazioni limite sospesa sul vuoto o arrampicata su scale impossibili e rotte e devo salvarmi.
Era già il dopo cena ma parlavamo ancora, nonostante la partita Italia-Brasile stesse per cominciare. E si è messo a scherzare sulla sua situazione, scherza volentieri con me e io con lui,  riusciamo a prendere in giro i nostri guai e mi ha raccontato un aneddoto sulla sua situazione (e posizione) della mattina.
Dunque Arturo era là, lungo disteso su un tetto di lamiera rovente e aveva il braccio destro penzoloni per fare i famosi buchi nell'angolo del sottotetto e aveva sporto la faccia per eseguirli. Quando ti vede una macchina che parcheggia proprio sotto. Mi racconta tutte le manovre che fa per posizionarsi e lui guarda, mi immagino con quel suo sguardo divertito disincantato e anche di accettazione del destino che gli tocca mentre è là con quel braccio a penzoloni che regge un trapano chilopesante. Dalla macchina esce una signora e lui, dall'alto, sbucando col viso dal tetto di lamiera, le dice gentilmente " Signora, forse è meglio che sposti la macchina ". La signora alza gli occhi e si giustifica  ' Ma è solo per 5 minuti! '. E lui, serafico come lo Stregatto (il gatto di Alice nel Paese delle meraviglie), risponde " Signora, faccia come vuole, ma vede..." e le mostra il grosso trapano che brandisce sospeso nel vuoto (non trovate che sembra la versione italiana di un film americano, solo che si tratta di un trapano gigante e non di un mitragliatore gigante). A questo punto la signora raccoglie la sua auto attorno 
a sè e sparisce a gran velocità.
Tutto questo, Arturo finisce per dirmelo per giustificare che, a 38 anni, ha la spalla destra che gli fa un po' male.
Non trovi, Danila, che questo aneddoto meriti di stare sul web?

Angie ovvero Angela Fabbri


Ne sono più che convinta, che quell'aneddoto meriti pubblicazione. Per quanto riguarda gli incidenti di lavoro, ne ho appena appreso due, in questi giorni, tutti capitati a lavoratori stranieri. Il primo, schiacciato da una pesante trave, il secondo, mentre aggiustava il soffitto di una scuola, gli è piombato addosso..entrambi morti. E penso che se fosse successo quando i bambini erano in classe, la tragedia si sarebbe moltiplicata. Questo è il lavoro che offriamo alla gente senza un minimo di protezione? Queste sono le scuole fatiscenti, dove mandiamo i nostri bambini?

Risposta di Danila Oppio
L'immagine di Arturo che sporge dal tetto con la testa, la spalla e il braccio che pencola fuori brandendo il trapano chilopesante e trova la forza di parlare, con quella sua dolce voce straniera alla signora in-parking, per il bene di lei, mi ha seguito tutta la notte e il primo mattino. Arturo mi appariva in tutta la forza e l'emozione carismatica di un SUPER-EROE.
Io avrei chiamato il suo racconto
                                                  "Un aneddoto di Arturo il muratore".
Tutto qui. Non è un titolo meraviglioso?

Ciao. Angie  

Infatti è u titolo meraviglioso, ed io, essendo l'aneddoto tuo, l'ho modificato come da tuo desiderio. Inoltre, l'aggiunga che ne hai fatto, rende meglio l'idea del servizio che lui, muratore in evidente condizione di non-protezione, si è comunque preoccupato di non danneggiare la signora e la sua auto. Come dire che gli stranieri, tanto vituperati in Italia, non sono diversi da noi italiani, anzi, molti di loro sono decisamente migliori!
E a tale scopo, ecco cosa aggiungo: 
«Generalmente sono di piccola statura e di pelle scura. Molti puzzano perché tengono lo stesso vestito per settimane. Si costruiscono baracche nelle periferie. Quando riescono ad avvicinarsi al centro affittano a caro prezzo appartamenti fatiscenti. Si presentano in 2 e cercano una stanza con uso cucina. Dopo pochi giorni diventano 4, 6, 10. Parlano lingue incomprensibili, forse dialetti. Molti bambini vengono utilizzati per chiedere l'elemosina; spesso davanti alle chiese donne e uomini anziani invocano pietà, con toni lamentosi e petulanti. Fanno molti figli che faticano a mantenere e sono assai uniti tra di loro. Dicono che siano dediti al furto e, se ostacolati, violenti. Le nostre donne li evitano sia perché poco attraenti e selvatici, sia perché è voce diffusa di stupri consumati quando le donne tornano dal lavoro. I governanti hanno aperto troppo gli ingressi alle frontiere ma, soprattutto, non hanno saputo selezionare tra coloro che entrano nel paese per lavorare e quelli che pensano di vivere di espedienti o, addirittura, di attività criminali».

Fonte: Relazione dell'Ispettorato per l'immigrazione del Congresso degli Stati Uniti sugli immigrati italiani, ottobre 1919

Danila

2 commenti:

  1. Be' faccio due precisazioni:
    1) mi alzo molto tardi perché scrivo fino al mattino e poi perché mi è permesso da che sono in pensione (quando lavoravo scrivevo comunque fino a tarda notte e il mattino andavo al lavoro)
    2) non potevo tagliare il melone perché il mio polso destro non è ancora guarito e la mano sinistra non ha molta forza.
    Basta, non vi tedio più
    Angela Fabbri

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  2. La relazione sembra scritta ieri dalla Comunità Europea e invece è dell’inizio del secolo scorso. E in quel caso gli emigranti fuori dalla comunità eravamo noi e gli ospitanti gli Stati Uniti d’America.
    Non voglio fare considerazioni in merito al fatto che, rivoltata la frittata, noi Europei siamo come i
    Signori d’Oltreoceano, anche perché si riconduce al fatto che tutti gli esseri umani hanno gli stessi difetti.
    Ma mi hanno colpito 2 cose:
    1) che se una persona è senza casa è anche senza bagno e senza possibilità di attenta e continua
    igiene quotidiana
    2) che alla fin fine la distinzione fatta fra chi cerca sinceramente lavoro e chi vuol vivere di
    espedienti o, peggio, darsi al crimine (come se fosse facile non arrivarci in certe condizioni e
    situazioni) fa dopotutto accettare anche chi puzza basta che sia in attesa di stipendio.
    Angela Fabbri
    Ferrara CNN 24/6/2013

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