POETANDO

In questo blog raccolgo tutti gli scritti, poetici e in prosa, disegni e dipinti di mia ideazione
Un diario dei miei pensieri non segreto, ma aperto a tutti.
E le poesie di amici e poeti illustri, che più mi hanno colpito.
In calce alla home page, così come sulla destra della stessa, potete leggere i miei quattro e-book, basta cliccare sulla copertina, e si apriranno le pagine. Buona lettura!

giovedì, aprile 14

Milan l'è semper un gran Milan!

Per circa 18 anni ho abitato in via San Marco, a Milano, nella zona Brera. Di fronte alla mia casa c'era la sede del Corriere della Sera. 


Come potete vedere, ai primi del "900 quella che è diventata la sede del Corriere della Sera era una casa fatiscente, in rovina, forse dovuto al fatto che, scorrendo il naviglio, l'umidità causata dalle sue acque rovinava anche i muri delle case. In seguito, il naviglio è stato ricoperto per costruire la via San Marco. Quella casa bianca, direttamente sulla destra guardando l'immagine, è stata la mia abitazione, dove alloggiavo in un appartamento al primo piano, per circa 18 anni, dal 1974 al 1992. La città è molto cambiata, dai tempi in cui i navigli scorrevano tra le case dei milanesi, (ancora ve ne sono, nel quartiere di Porta Ticinese), ma rivedere vecchie immagini di un tempo che fu, fa sempre molto piacere e ringrazio il sito che ne ha pubblicato la storia. La Chiesa di San Marco - che poi è una Basilica, è quella che è stata la mia parrocchia.

Qualcuno mi ha fatto avere due foto, quelle che vedete qui sopra, una della vecchia Milano dei Navigli, dove ancora, in via San Marco, scorreva il naviglio. L'altra è attuale.  Ho poi fatto una ricerca, e dal link qui sotto, ho ripreso un po' di storia.

Ci sono momenti in cui uscendo dal quartiere Brera, e in particolare da via Borgonuovo,  si intravede l’inconfondibile sagoma del campanile di San Marco e sembra di ripiombare improvvisamente indietro di un secolo o più.
Questo capita soprattutto nelle domeniche d’autunno, senza traffico (e relativo rumore), magari con un po’ di nebbiolina fine, che trasmette l’impressione di arrivare in via Fatebenefratelli e di dover attraversare il ponte Marcellino per dirigersi verso via Cernaia.
Un angolo molto fotografato ma soprattutto amato, più di tanti altri luoghi ritenuti (sicuramente a ragione) caratteristici di Milano. Molti pittori hanno immortalato la confluenza della Fossa Interna con il laghetto di San Marco (Angelo Inganni, Giovanni Migliara, Giuseppe Canella e altri) a conferma di quanto fosse artistico questo scorcio di città.

Via san Marco















Ci sono momenti in cui uscendo dal quartiere Brera, e in particolare da via Borgonuovo,  si intravede l’inconfondibile sagoma del campanile di San Marco e sembra di ripiombare improvvisamente indietro di un secolo o più.

Questo capita soprattutto nelle domeniche d’autunno, senza traffico (e relativo rumore), magari con un po’ di nebbiolina fine, che trasmette l’impressione di arrivare in via Fatebenefratelli e di dover attraversare il ponte Marcellino per dirigersi verso via Cernaia.
Un angolo molto fotografato ma soprattutto amato, più di tanti altri luoghi ritenuti (sicuramente a ragione) caratteristici di Milano. Molti pittori hanno immortalato la confluenza della Fossa Interna con il laghetto di San Marco (Angelo Inganni, Giovanni Migliara, Giuseppe Canella e altri) a conferma di quanto fosse artistico questo scorcio di città.

















I sei ponti e le due chiuse (dell’Incoronata e di San Marco), che sono distribuiti sulla via percorsa dalla Martesana per tutta la sua lunghezza, sono appunto tra gli elementi più ricorrenti nelle (fortunatamente) moltissime fotografie e dipinti che ci testimoniano come fosse incantevole questa zona. 

Ponte delle Gabelle, dell’Incoronata, Castelfidardo, Moscova, Montebello (o dei Medici) e per ultimo quello di San Marco (alla confluenza con la cerchia) sono elementi che tutt’oggi fanno sognare un po’ tutti. Non so se esistono “sondaggi ufficiali” sul desiderio di “rivivere” la città con i navigli e i suoi numerosi ponti, ma certamente quando si discute dell’argomento tra conoscenti e amici, non ho mai sentito qualcuno che non dicesse: “come mi piacerebbe che ci fossero ancora, perché non vengono riaperti?”
Anche il Corriere della Sera scelse questa area per la propria sede (via Solferino scorre praticamente parallela a via San Marco) grazie alla relativa facilità con cui poteva ricevere via acqua i rotoli di carta necessari per la rotative dalle cartiere di Corsico.
Il ponte Montebello è anch’esso uno dei più fotografati, proprio perché immetteva sul laghetto compreso tra la via Montebello e la conca (o chiusa) di San Marco, quella praticamente collocata di fronte alla chiesa.
Le foto che seguono mostrano i vari ponti distribuiti lungo la via; il primo è proprio il ponte Montebello (o dei Medici).






































Mentre la seguente immagine mostra il laghetto, ripreso dallo stesso ponte, che quindi non è visibile.

Passiamo quindi a un’immagine relativa al ponte di via Moscova dove era dislocata la la caserma della Guardia di Finanza e la Manifattura dei Tabacchi, prima che quest’ultima venisse spostata in viale Fulvio Testi.








































Proseguiamo questa panoramica dei ponti con quello all’incrocio con la via Castelfidardo:

E da ultimo il termine della via San Marco prima del suo incrocio con i Bastioni di Porta Nuova, all’altezza della Conca dell’Incoronata.



Oggi abbiamo dato molto più spazio alle immagini che non alle parole, ma ritengo che in alcuni casi siano molto più esplicative le prime rispetto alle seconde, e certamente via San Marco rientra  a pieno titolo in questa categoria.
Come si fa presto a viaggiare a ritroso nel tempo!! Sono bastate un paio di foto, per spingermi alla ricerca di una documentazione più vasta. 
Danila Oppio

Nessun commento:

Posta un commento