POETANDO

In questo blog raccolgo tutti gli scritti, poetici e in prosa, disegni e dipinti di mia ideazione
Un diario dei miei pensieri non segreto, ma aperto a tutti.
E le poesie di amici e poeti illustri, che più mi hanno colpito.
In calce alla home page, così come sulla destra della stessa, potete leggere i miei quattro e-book, basta cliccare sulla copertina, e si apriranno le pagine. Buona lettura!

domenica, aprile 3

Storie di fumetti - Angela Fabbri

Allora, Angie, aspetto gli scritti sul block e lo riporto sul blog! Ora si, davvero, devi prenderti una pausa, prima che si scarichino le pile! E per essere in piena forma quando andrai a Cattolica!
Immagino la tua felicità e la condivido!
Dani

Figurati che ho letto <<prima che ti si scarichino le palle>> ! Vabbè.
No. Non sono felice.
Lo sono quando riesco a esprimere qualcosa di molto bello molto sincero molto sentito. Stanotte mi è successo.
E l'ho messo su carta. Ma oggi non ho voglia di trascriverlo su pc. Mi sono dedicata al brodo, a imbustare segnalibri per te e per altri, fra un po' mi farò le tartine col fegatino del cappone...
Ho organizzato troppo. Tutto si è incastrato bene e io al premio non ci penso più, per me è acqua già passata e nemmeno il ponte sotto cui è passata me lo ricordo più.
Mi annoia e anche mi irrita spargere incenso sul passato, anche se mi rendo conto che, essendo sconosciuto, è giusto dargli una bella spolverata. Ma è appunto di polvere che non ne posso più.
Ho ricacciato dentro il pensiero del futuro perché non voglio che mi angusti. Adesso so per esperienza che il futuro si fa strada da sé quando lo si desidera, perché dentro non son ferma, penso sento elaboro inconsapevolmente.
Ma talvolta mi chiedo: e quando queste mani riprenderanno una penna, una matita un pennellino per tracciare qualcosa di nuovo?
Mandai quel fumetto senza sperare altro che in un giudizio, perché, mi dicevo sono stata sorpassata dalle tecniche dalle idee, da tutti questi anni e i giovani mi surclasseranno. Ma mi dicevo anche: imparerò, io imparo in fretta, accetterò di essere obsoleta, lenta, pigra, non al passo coi tempi tecnici.
E allora non t'arriva 'sto premio? Voglio proprio vedere gli altri disegnatori, sono sicura che almeno loro con le loro opere mi faranno arrossire delle mie piccole cose.
Angie  

 Ma non devi essere giù di morale! Mi permetti di darti un piccolo consiglio, se lo accetti? Lo so per esperienza, che mettere il naso nelle vecchie cose del passato, come i tuoi disegni o scritti, se da un lato fa piacere rifare dei passi all'indietro, dall'altro fanno sorgere un po' di malinconia. Allora se fossi in te, farei così: finisci in fretta di riordinare i documenti che hai prelevato dalla casa dei tuoi, lo farei con nonchalance, giusto per trovare un posto dove archiviarli. Più avanti li riprenderei in mano, ma non prima di aver realizzato qualcosa di nuovo. Un disegno, un acquerello, una poesia o un brano in prosa.
Qualcosa di eccitante, di entusiasmante. Giusto per dare uno stacco col passato. Ma ricorda che quel passato oggi è tornato in auge, facendoti vincere una buona posizione a quel concorso. Le tue piccole cose, Angie adorata, sono come i diamanti: piccoli nelle dimensioni, ma di grande valore!
Per quanto riguarda l'esser pigra, lenta, (non obsoleta) ognuno ha i suoi tempi, e come dice il proverbio: chi va piano, va sano e va lontano! 
Un bacione e sorridi! Dani 

Veramente io ho trovato posto a quasi tutto. Mancano solo questi ultimi 4 sacchetti e poi c'è da rivedere il tutto.
Disegnare è molto più impegnativo che scrivere, scrivere lo fai dappertutto. A dir il vero ho anche disegnato dappertutto, tranne nei cessi...
Una volta, a 19 anni, quelli del Circolo di fantascienza mi dissero di correre a dipingere una scritta per una mostra in tema che ci riguardava << Vai ci sei solo tu!>>. Avrei potuto rifiutare, visto che ancora non ero socia del circolo, ma mi è sempre piaciuto rendermi utile. Così arrivai da questo vecchio signore, cultore e organizzatore di mostre, il Signor Grasso, se non sbaglio, che nome buffo. Ero andata con un unico pennello, il più grosso che possedevo avevo portato, trattandosi di una scritta e forse avevo una matita nella tasca posteriore dei calzoni, per tracciare quelle famose righe che mi permettevano poi di costruirci sopra o in mezzo, qualunque cosa. Ah, sì, e poi mi portavo dietro un tubetto di colore nero a olio, pittura che non mi piaceva (troppo puzzolente) ma avevo provato a usare.
Il burbero Signor Grasso mi mise al lavoro su una tavola di tela che in alto mancava della scritta e mi disse cosa dovevo metterci.
Poi guardò la mia apparecchiatura da pittore e storse il naso, la bocca, tutta la faccia. E mi lasciò sola.
Tirai le mie due righe parallele, credo con un pezzo di cartone trovato lì. Poi a mano libera segnai con la matita la traccia delle lettere.
E cominciai a dipingerle. Dio com'era duro da stendere quel colore a olio (non avevo l'acqua ragia e non volevo chiedere niente a quel signore così importante e così schizzinoso), ma avevo la schiena e il braccio di allora, per fortuna.
Alla fine la scritta fu pronta.
Il Signor Grasso se ne ritenne soddisfatto e io me ne andai, dispiaciuta di dover abbandonare la mia nuova creatura, anche se era solo la scritta estemporanea sulla tela d'ingresso di una mostra di provincia.  
E non ricordo nemmeno le parole.
Angie

 Direi che hai fatto un ottimo lavoro. Hai visto le altre gallerie d'arte Angela Fabbri che ho pubblicato ieri? Sono bellissimi i tuoi fumetti, così inseriti con lo sfondo colorato. E gli ultimi due tuoi panorami per Tarzan, uno schianto! Roba da artisti provetti! Da incorniciare 
Dani

No, solo un incredibile desiderio di riportare alla luce le antiche stampe. Il TARZAN, infatti, è disegnato tutto a china nera con la cannetta e i pennini delle elementari.
I miei 4 fumetti completi sono tutti sperimentali. In ognuno, anche se la china è costante, ho un voluto un modo diverso di usarla a seconda del soggetto della storia.
Gli amici di allora, più grandi di me, mi dissero che mi davo da sola una fregatura: deve essere riconoscibile lo stile per riconoscere l'autore! Stupidi! Si deve essere fedeli all'opera che si sta eseguendo: la forma in cui viene espressa deriva dalla sostanza dell'opera stessa. L'ho sempre sostenuto e lo sostengo tuttora, a spada tratta.
Forse è per questo che dimentico presto le cose che costruisco. Una volta fatte, non mi appartengono più. E che portino il mio nome m'importa adesso, finché sono in vita, perché se me ne parlano, ricordo che le ho fatte io e ho nostalgia di quando eravamo tutt'uno.
Adesso, Dani, dai uno sguardo ai brani di questa opera incompiuta (interrotta definitivamente nel 1981) e la mia ultima.
Cos'ha a che fare con i manichini colorati della "Vacanza" o con il segno pulito del Tarzan?   

A domani col caffè. Io ci metto anche un dito di latte e ci intingo la brioche al miele.
Angie









ti allego una foto (quasi) d'epoca.
La scritta l'ho pitturata nel 1970. Questa foto è stata fatta la serata finale del Festival di Fantascienza di Ferrara nel 1973.
Io sono la piccolina seduta e mio fratello Daniele è il giovanotto in piedi al centro.
Ciao.

Angie

ed ora ecco Angela quando aveva pressapoco l'età in cui disegnava questi straordinari fumetti! 

3 commenti:

  1. La me che dipinge la scritta mi ricorda molto Sesìl: giovanissima, con le idee ancora poco chiare su se stessa, ma molto volonterosa...
    Angie

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  2. Mi fa piacere quanto dici, mi era infatti parso di capire che per te Sesìl sia quasi come una figlia adottiva!

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  3. Ho trovato in Sesìl la figlia che non ho mai avuto.
    Per lei penso di essere una seconda mamma un po'matta.
    Angie

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