POETANDO

In questo blog raccolgo tutti gli scritti, poetici e in prosa, disegni e dipinti di mia ideazione. Recensioni stilate da me e da altri autori. Editoriali vari.
Pubblico poesie, racconti e dialoghi di vari autori.
Vi si possono trovare gallerie d'arte, fotografie, e quant'altro l'estro del momento mi suggerisce di pubblicare.
Sulla banda destra della home page, potete leggere i miei quattro e-book poetici ed altre sillogi di alcuni autori. Così come le riviste online de L'Approdo e de La Barba di Diogene, tutto si può sfogliare, è sufficiente cliccare sulla copertina.
Buona lettura!

sabato, ottobre 12

LEMMING E NAUFRAGI


I lemming (in italiano lemmi, singolare lemmo) sono piccoli roditori artici, il cui habitat è normalmente il bioma tundra. Insieme alle arvicole, cui sono molto simili, ed ai topi muschiati, costituiscono la sottofamiglia Arvicolinae (o Microtinae), che fa parte del ramo dei mammiferi più ampio in assoluto, la superfamiglia Muroidea, che include anche ratti, topi, criceti e gerbilli. La maggior parte delle specie fa parte della tribù Lemmini, una delle tre che compone la sottofamiglia Arvicoline.

Suicidio di massa
Ma i lemming sono soprattutto conosciuti per una sorta di leggenda metropolitana, secondo la quale compiono suicidi di massa quando migrano. Ci sono diverse storie che la raccontano e hanno tutte gli stessi elementi in comune: enormi colonie di lemming che di punto in bianco si spostano dirigendosi verso corsi d’acqua, dirupi e scogliere da cui si gettano ponendo fine alla loro vita. In realtà le cose vanno diversamente.
Come molti roditori, anche i lemming si riproducono con estrema velocità, quindi le loro colonie si ingrandiscono a tal punto da rendere necessario uno spostamento quando hanno esaurito le risorse per sopravvivere nella porzione di territorio in cui si trovano. La migrazione verso nuovi territori avviene in massa e rapidamente, per ridurre al minimo il rischio di esporsi ai predatori, a cominciare dagli attacchi aerei dei rapaci. Questi animali se la cavano abbastanza bene anche in acqua, quindi a volte decidono di attraversare corsi d’acqua o tratti di mare lungo le coste. Si spingono fino al limite e accade che alcuni esemplari non ce la facciano e anneghino prima dell’arrivo. L’osservazione di questo comportamento, combinato con la costante fluttuazione nel numero di esemplari nelle colonie, ha contribuito al mito dei suicidi di massa.


Questo preambolo, quasi a ricollegarsi con quanto sta accadendo da anni, nelle acque del Mediterraneo. Gente disperata che si fa imbrogliare da scafisti disonesti, che sovraccaricano vecchie bagnarole di uomini, donne e bambini, che spesso naufragano, causando decine o centinaia di morti. 
Ma l'Europa cosa ci sta a fare? Non dovrebbe monitorare il mare, in modo da prevenire certi disastri e tragedie umane? Oggi leggo di questa notizia sui giornali:

Lampedusa, nuovo naufragio di un barcone: almeno 34 morti e oltre 200 in salvo
Dopo la tragedia del 3 ottobre (con 339 vittime) ancora una sciagura nel canale di Sicilia. La Marina Militare soccorre la maggioranza dei migranti caduti in mare. Letta: "Drammatica conferma dell'emergenza". L'Ue: "Serve una grande operazione di sicurezza: senza le azioni concrete la solidarietà è vuota"

Speriamo sia presto messa in atto, questa grande operazione di sicurezza, la cui operatività era prevista per il 2 dicembre...troppo in là nel tempo e, nel frattempo, molti esseri umani, che lemming non sono, perdono la loro vita in modo atroce.
Danila Oppio



Nessun commento:

Posta un commento