POETANDO

In questo blog raccolgo tutti gli scritti, poetici e in prosa, disegni e dipinti di mia ideazione
Un diario dei miei pensieri non segreto, ma aperto a tutti.
E le poesie di amici e poeti illustri, che più mi hanno colpito.
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mercoledì, ottobre 9

Patire il freddo come gesto di solidarietà?

Io una sfiammatina l'ho data, stamattina, quando ho richiuso le finestre che avevano dato aria agli ambienti. Visto che continua a piovere un po' sì e un po' no, un po' molto sì e un po' poco no, mi fa piacere asciugare un po' i muri. Dovrei forse conservare l'umidità? Impossibile, sono tutto tranne che un conservatore.


Ho ripubblicato questo stralcio di e-mail, per collegarlo a quanto Angie mi ha scritto in seguito, che riporto qui sotto: 

Ammetto di aver dato una ‘sfiammatina’, cioè acceso il riscaldamento a 19° (perché in casa
ne avevo di meno) prima della data prevista 15 ottobre, convinta dalla pioggia di giorni e giorni
che aveva portato freddo e tanta ovvia umidità.

Non ho voluto adeguarmi come invece erano costretti a fare i militari che, avendo due tenute, estiva e invernale, dovevano continuare a portare quella in corso di stagione anche se anticipava un freddo polare o un caldo torrido. Per fortuna, come donna, alla mia epoca almeno il servizio militare me lo sono risparmiato. 

Mi rendo conto però di aver fatto male a accendere il riscaldamento solo perché, avendo quello autonomo, ho la possibilità di farlo. Non avrei dovuto e, come la Dani, avrei dovuto trattenermi e drappeggiarmi intorno un piumino o meglio un sacco a pelo e saltellarci per casa.
Questo di aver fatto male lo dico perché avrei dovuto pensare a chi il riscaldamento non può  averlo fuori tempo per via che sta in un condominio a caldaia centralizzata o, di più, pensando a chi non ha i soldi per accenderlo o, ancor di più, pensando a chi non ha nemmeno la caldaia e dorme in un sacco a pelo, magari bagnato come i ragazzi di Lampedusa arrivati dal mare.

Angela Fabbri, che è stata incapace di condividere il suo freddo con quello degli altri.
(Ferrara notte fra 8 e 9 ottobre 2013)  

Chapeau, per quanto Angie ha scritto qui sopra. Vorrei però aggiungere qualcosa, a proposito del suo riferimento ai ragazzi di Lampedusa arrivati dal mare.
Premesso che soffro, quando sento di certe tragedie, e sugli immigranti non scarico nessuna colpa, poiché la colpa è dei politici e degli scafisti che usano bagnarole sovraccaricandole, e che, soprattutto, pur di far soldi, non avvertono della situazione che quei disperati trovano qui in Italia. Arrivano, e vengono rinchiusi in una specie di lager, non trovano lavoro, perché sono immigrati illegalmente, ma anche perché non sono in grado di lavorare, non avendo nessuna specifica preparazione. Di conseguenza, non possono affittare una casa decente, dove vivere. Manca il lavoro anche per gli italiani, quindi dovrebbero accontentarsi di prestare la loro opera in nero, per certi sfruttatori, quando non sfruttano per altre ragioni, come la prostituzione o lo spaccio di droga. E anche qui il governo e tutta l'Europa dovrebbe studiare il modo di risolvere questo increscioso problema. Tutti hanno diritto ad una vita decente, ma quale vita decente possono trovare in Italia, quelli che credono di arrivare all'Eldorado? Certo, qui c''è da mangiare e acqua per dissetarsi e lavarsi, se hanno bisogno di cure mediche, non mancano. Ma per il resto? A loro basta questo?
Lascio le domande in sospeso. Risposte per ora non ce ne sono.

Danila

6 commenti:

  1. Acqua per lavarsi? Sì, l'acqua piovana. Perché mi sembra che la situazione là abbia ben altre esigenze mancate. Ad esempio posti dove cagare, che è cosa che si fa tutti i giorni, se uno non è stitico o non lo diventa improvvisamente vedendo il posto dove dovrebbe farla.
    I politici italiani vengono da ogni dove a prender visione a rendersi conto a constatare, poi dicono ai giornali, tanto più la merda cresce più c'è vendita.
    I politici e i giornalisti italiani vanno e vengono da Lampedusa, portandosi nelle narici l'odore 'acre' del luogo dove vivono, appestati e impestati, i ragazzi arrivati dal mare.
    Vanno-vengono-vanno, questo è il loro solo compito, evidentemente. Perché ma quale
    diavolo mette la coda in mezzo al FARE, al FARE in FRETTA a portare queste persone in luoghi umani? Chi altro ci deve mangiare ancora sopra questi poveracci? Lampedusa, i suoi abitanti e il sindaco loro rappresentante SONO più che umani, ma CHI DEVE FARE sta abusando della loro umanità.
    A questo punto non mi resta che augurare alla classe politica una BELLA CAGATA mentre la fanno, belli seduti, nei loro GABINETTI PULITI!
    Angela Fabbri

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  2. Hai ragione, anche se con termini "forti" quel che hai detto è sacrosanto! La puzza . non di cacca - ma di marciume politico, arriva in ogni dove. Di concreto noi possiamo ben poco, ma almeno scrivendone, denunciamo il lassismo ed il menefreghismo.

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  3. Quasi eufemismi personali o di casa, riferiti al caldo, al freddo e all'umidità che, messi assieme, non potranno mai portare gravi conseguenze a noi che, per questi eventi nostrani, siamo preparati o quasi.
    Se il tutto, invece, vuole rivolgersi a quell'immane tragedia di umani nostri simili che cercano soprattutto pace e stabilità fisica e morale, oltre che spirituale, allora il discorso cambia, perché quel tutto diventa brutale grazie, non solo agli scafisti di denaro (!), ma a tutti coloro che governano le nostre vite, ovvero l'ONU e la UE, quest'ultima più colpevole perché ancora non sa o non vuole sapere che Pantelleria e il mare che la circonda sono la porta naturale della stessa Europa.
    Peccato che quella porta la debba aprire sempre e solo l'Italia che giustamente chiede aiuti, ché di euro ne arrivano e chi sa dove e come si spendono, materiali, strutturali ma europei, comprese le navi militari, vedi NATO, che dovrebbero pattugliare comunque questo Mare Nostrum che non vuol dire che sia solo italiano.
    Quanti hanno ci vorranno ancora che a Bruxelles studino ancora un po' di geografia, compresa quella politica.
    Ai posteri..l'ardua sentenza!
    Ciao
    Gavino

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  4. Quanti anni..ci vorranno..
    lapsus per ..hanno e scusate il doppio..ancora

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  5. Beh, non solo, anche Pantelleria va sostituito con Lampedusa..ma ho capito che si tratta di un lapsus...niente di grave! ciao
    Danila

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  6. Grazie cara Danila, era evidente ma ero quasi "infuriato", pensando a quella tragedia
    Un caro saluto
    Gavino

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