POETANDO

In questo blog raccolgo tutti gli scritti, poetici e in prosa, disegni e dipinti di mia ideazione. Recensioni stilate da me e da altri autori. Editoriali vari.
Pubblico poesie, racconti e dialoghi di vari autori.
Vi si possono trovare gallerie d'arte, fotografie, e quant'altro l'estro del momento mi suggerisce di pubblicare.
Sulla banda destra della home page, potete leggere i miei quattro e-book poetici ed altre sillogi di alcuni autori. Così come le riviste online de L'Approdo e de La Barba di Diogene, tutto si può sfogliare, è sufficiente cliccare sulla copertina.
Buona lettura!

sabato, ottobre 5

Le filastrocche dialettali di un tempo che fu

Mia madre, sempre più anziana (quasi 94 anni) non ricorda fatti e discorsi recenti, ma ha ancora una brillante memoria per quanto riguarda la sua infanzia. E allora ogni tanto mi ripete certe storielle in dialetto veneto, davvero divertenti. Come questa, scritta per quelle persone curiose, che non si fanno gli affari propri.

Comare comarassa 
vala in piassa?
No, parché go le man de pasta
La mande la so fietta
No, parché la ga da maridar
Chi tolla?
La toll un de le montagne
che pesta le castagne
Con che falo el pan?
Col strons del can
E el vin?
Col pis del gatolin!

Penso che non serva traduzione, posso solo dire che con "man de pasta" significa che stava impastando la farina, forse per farne pane, o forse per farne tagliatelle.

4 commenti:

  1. Ringrazia tua madre. Adoro il dialetto veneto.
    Angie

    RispondiElimina
  2. E, puoi intervistare ancora tua madre, questa volta per me?
    Angie

    RispondiElimina
  3. Certamente, ne conosco parecchie, perché lei quasi quotidianamente me le ripete. Così mi fa ritornare alla mente il tempo in cui le raccontava quand'ero bambina!

    RispondiElimina
  4. E allora torniamo tutti bambini. Andèn indrio nel tempo. A son sta zovna anca mi. E putea, prima.
    Angie

    RispondiElimina