POETANDO

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venerdì, luglio 12

L'ATTACCO Film di Ziad Doueiri

The Attack   





L'Attacco': il film del regista libanese  imperniato sull’attentato suicida ottiene la premiere in Israele

Da The Washington Post
Vietato dal Libano, ignorato dai paesi arabi e lodato dai critici americani il dramma del kamikaze. Finalmente una  premiere medio orientale da tutto esaurito a Gerusalemme.
Molte persone che hanno preso parte alla proiezione del recente Jerusalem Film Festival nella Cineteca che si affaccia sulla città vecchia, avevano vissuto gli anni in cui gli attentati suicidi palestinesi colpirono la società israeliana, uccidendo centinaia di persone nei caffè affollati, autobus e mercati.
 Gli israeliani possono seguire i fatti, attraverso gli occhi di Amin Jafaari, un chirurgo israeliano di origine palestinese, scioccato nello scoprire che la sua bella moglie è un kamikaze, responsabile di un esplosione in un caffè Tel Aviv che causa 17 vittime, tra cui 11 bambini.
In un primo momento, Jafaari è incredulo e indignato. Alla fine si dirige verso la città palestinese di Nablus, Cisgiordania, per indagare.
Lì, egli scopre che la moglie è celebrata come un martire in manifesti e volantini, inoltre estremisti ostili gli ordinano di lasciare la moschea. Anche i suoi parenti sono orgogliosi di lei. Un giovane co-cospiratore cerca di spiegare come l’aver causato vittime civili palestinesi in un attacco dell'esercito israeliano potrebbe aver dato motivo a orchestrare un atto così atroce.
Quando le luci si accesero, Ali Suliman, l'attore israeliano palestinese nato a Nazareth che ha impersonato Jafaari, sembrava sollevato.
"La gente applaudì. “Penso sia piaciuto”, ha detto. "E’ la prima volta che viene spiegato il conflitto a questo modo ed è uscita con un sacco di punti interrogativi e punti esclamativi. "
Suliman vorrebbe proiettare il film in Cisgiordania, dove lo staff ha attraversato posti di blocco israeliani per girare in esterni a Nablus, una città che è stata teatro di scontri tra l'esercito israeliano e combattenti palestinesi nel 2002.
"Sono curioso di vedere come reagirà il pubblico in Palestina", ha detto.
Come sarà accolto "The Attack" in Medio Oriente resta da vedere. Nessuno degli oltre 20 membri della Lega Araba stanno mostrando il film nel loro paese, tranne che in Israele.Alla premiere è stato chiesto al pubblico di dimostrarsi rispettoso. Ma la discussione fu così cordiale che un moderatore ha scherzato sul fatto che un passo verso la soluzione del conflitto potrebbe essere quello di "fare un film con il nemico."
"Questa è stata una produzione molto sensibile," Doueiri ha detto al pubblico tramite Skype, da Parigi. "Vengo da Beirut. Il rapporto tra noi libanesi e Israele, non è certo amichevole. Ma ero curioso di conoscere l'altro punto di vista e l'aspetto emotivo. Il nostro background è ostile: ho dovuto oltrepassarlo. Per realizzare il film, il regista trascorse 11 mesi a Tel Aviv per immergersi nel clima. Ho cercato di comprendere le persone che sono state viste come nemici, altrettanto insicure quanto lo siamo noi.
Vi è una triste realtà in Israele: questo è un aspetto, ho visto però anche il suo lato eccezionale.
traduzione dall'inglese di Danila Oppio (un poco a spanne!)


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