POETANDO

In questo blog raccolgo tutti gli scritti, poetici e in prosa, disegni e dipinti di mia ideazione
Un diario dei miei pensieri non segreto, ma aperto a tutti.
E le poesie di amici e poeti illustri, che più mi hanno colpito.
In calce alla home page, così come sulla destra della stessa, potete leggere i miei quattro e-book, basta cliccare sulla copertina, e si apriranno le pagine. Buona lettura!

domenica, luglio 28

Pecore smarrite o no?

(da e-mail fra me e Danila, messe insieme da lei)
Pecore smarrite o no?
Senti, ho scritto qualcosa stanotte che sembra un pensiero parallelo a Gesù. Penso a lui da tantissimo tempo e, dopo Lucifero (che ho visto,  in chiave politica nei rapporti di potere, costretto a divenire rivoluzionario) e dopo Gabriel (l'angelo più conservatore dell'universo e che infatti trema del compito affidatogli e cerca conforto e appoggio nella musica ma poi si rimetterà a Dio, accetterà e assolverà il compito) a me resta da scrivere la storia di Giuseppe (altra creatura cui viene dato un compito che va al di là della società in cui vive e di quello in cui ha creduto fin lì) e poi, da ultimo, quella di Gesù. La storia di Maria attraversa quella di Gabriel di Giuseppe e di Gesù, ma dovrò scriverne una anche apposta per lei.
Tornando a Gesù. Ecco le parole che mi sono venute in mente stanotte.
 " Se continuiamo a pascolare le stesse pecore per monti e valli, o meglio, se continuiamo a pascolare le pecore per gli stessi monti e le stesse valli e non inseguiremo mai quella pecora che si allontana dalle altre e ci appare sperduta ma invece forse ci apre un nuovo sentiero, come daremo nuova vita al mondo? " (notte fra 26 e 27 luglio 2013)
Cosa ne pensi?
Angie


Non saprei…seguire la pecora smarrita, che apre un nuovo sentiero, sembra che voglia dire di lasciare Gesù (il Buon Pastore) per seguire l'Anticristo. Il pensiero sarebbe valido, se fosse pronunciato da una persona che non crede nel Messia. La pecorella smarrita, rappresenta coloro che si allontanano dalla Buona Novella, coloro che non amano Cristo. Allora lui va, il Buon Pastore, e cerca di recuperarla, lasciando le altre 99 pecore da sole, ben sapendo che, essendo ubbidienti alla Sua Parola, e giuste, non fuggiranno da Lui.
Ma ho inteso quello che vorresti dire: ovvero modificare il modus operandi della Chiesa, facendo sì che allarghi i propri orizzonti, ormai ristretti. Così penso che tu volessi intendere, ma quella frase, letta da un profano, intende esattamente l'opposto, ovvero seguire chi si allontana dagli insegnamenti evangelici.
Dani




Pensavo che Gesù andasse in cerca della pecorella smarrita per paura che morisse di freddo nella notte o che venisse divorata dai lupi. Quindi l'ho sempre inteso come un atto di amore puro senza alcun retrogusto di giudizio negativo perché si era sperduta.
La mia pecora significa invece chi tenta qualcosa di nuovo e indica una nuova via.
Capisco che, clericalmente parlando, bisognerebbe prima vagliare sondare scrutare… Ma è proprio questo che l'umanità sta facendo: trattenersi in mezzo a guai certi (che poi per alcuni non sono affatto guai ma prosperità, i ricchi prosperano sulle fragilità dei poveri) invece che aprire un occhio e lasciare che almeno quell'occhio veda, finalmente, qualcos'altro.
Angie


Mi è piaciuto aprire un dialogo serio, con te, Angie. Non si tratta di un monologo da parte mia o tua. Questo è un argomento attuale, e sempre valido. Certo che Gesù ha cercato la pecorella smarrita, affinché non finisse nel dirupo, durante la notte, o non fosse sbranata dai lupi famelici. Certo che Lui è venuto per i piccoli (intesi non tanto come bambini, ma come i figli di un dio minore, quelli che non hanno nulla, né beni materiali, né cultura, né chi,soprattutto e molto più importante, LI AMI così come sono. Senza impalcature, costruzioni, o altro.
Vedi, dovremmo mettere insieme queste nostre email, e farne un racconto dialogato. Ne verrebbe fuori qualcosa in interessante. 
La Leggenda del dolce è la descrizione di un qualsiasi popolo sventurato, mal governato, povero in canna. E della fatica di vivere. Ma parla anche di speranza: quella della confezione di tanti dolci, che potrebbero cambiare la vita e l'economia di una famiglia. Ho inteso bene?
Dani


Riporto le tue parole:
' La Leggenda del dolce è la descrizione di un qualsiasi popolo sventurato, mal governato, povero in canna. E della fatica di vivere. Ma parla anche di speranza: quella della confezione di tanti dolci, che potrebbero cambiare la vita e l'economia di una famiglia. '
" E' qualcosa di più della speranza di confezionare tanti dolci, questa non è che la conseguenza di aver visto con occhio più attento qualcosa (il dolce) che poteva diventare qualcos'altro e averci messo il cuore che ognuno di noi ha (Nigel aveva solo frutta candita) per trasformare ciò che era più simile al tronco secco di un albero, nella vita di un pandolce che sfamasse il popolo senza speranza attraverso il suo stesso cuocerlo e sfornarlo per se stesso e per gli altri.
Del dolce Nigel ha una visione, la sua è un'idea che cambia e migliora. Così spero che faccia ognuno di noi, ognuno con le sue possibilità. "

Volevi il dialogo? L'ho aperto.
Angie     



(tra Ferrara e Legnano: 26,27,28 luglio 2013)


NB: La Leggenda del dolce, della quale Nigel è il personaggio citato, è un breve racconto della scrittrice Angela Fabbri, così come Lucifero e Gabriel.

Chi desiderasse ampliare l'argomento, e da dialogo diventasse una piattaforma dove chiunque possa esprimere liberamente i proprio parere, saremo liete di leggerne i commenti

4 commenti:

  1. E' un argomento interessante e impegnativo, ma vedendo come si comporta il seguace di Gesù, Papa Francesco, si può capire cosa significhi cercare la pecorella smarrita...
    Un caro saluto ad ambedue e complimenti per lo spunto di riflessione.
    Giovanna

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  2. Grazie Giovanna, per aver letto e commentato, facendo riferimento a Papa Francesco, Di lui pubblicherò a breve una cosa molto interessante. Ciao ciao!
    Dani

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  3. Grazie Giovanna, ma, adesso che mi è tornato il sorriso, non riesco a far a meno di dire la mia.
    E allora devi sapere che tutto ieri, notte compresa,io e la Dani abbiamo litigato come due caproni per quelle pecore.
    Angie

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  4. Un litigio amichevole, vorrei precisare, perché Angela (Angie) ed io ci siamo scontrate più di una volta,ma ci vogliamo bene. Lei temeva che questo scambio di opinioni non potesse interessare, io sono tuttora convinta del contrario. E tu, Giovanna, ce lo hai dimostrato. Grazie, ti prego di seguire Angela, leggendo quanto ho pubblicato di suo, sotto l'etichetta Spazio Angela Fabbri, perché quel che lei ha da dire, è sempre intrigante!
    Danila

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