POETANDO

In questo blog raccolgo tutti gli scritti, poetici e in prosa, disegni e dipinti di mia ideazione
Un diario dei miei pensieri non segreto, ma aperto a tutti.
E le poesie di amici e poeti illustri, che più mi hanno colpito.
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venerdì, luglio 12

VISIONE di Angela Fabbri

Dal romanzo “Il sesso degli angeli” di Angela Fabbri
Este Edition 2001
(pag 78 - 80)
 "Questo testo è stato distribuito al pubblico e letto durante la piccola presentazione del Sesso degli Angeli
all'Abbazia di Badia Polesine (Rovigo) il 2 marzo 2003"
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                      VISIONE




Come all’alba del mio primo giorno sulla Terra,  mi trovai a contemplare un’immensa distesa di acque tanto simile al cielo. Da quando era nato, il Mare affidava messaggi alle sue creature, prediligendo le conchiglie alle bottiglie.  

I suoi inviati viaggiano liberi per le contrade, poi si sistemano gli uni sugli altri,aggiornando senza tregua una biblioteca che non ha mai fine, in attesa di consultazione. Tante volte, sai, tante volte ho sperato che mani come le tue mi raccogliessero.
Mani con cui si può parlare senza aver paura che mi lanceranno lontano per il gusto, chissà, di sentir lo schiocco del guscio su uno scoglio o di vedermi rimbalzare tre volte sul pelo del mare o di allontanarmi semplicemente da sé.
“Via, - le risposi - chissà a quanti hai già detto queste cose. E chissà quanti ti avranno lanciato lontano, anche solo per provare il gusto di saperlo fare. E chissà quanti ti saranno passati vicino senza nemmeno accorgersi di te”.

Ci fu un lungo silenzio, pieno di conchiglia. E poi un ritorno: tante volte, sai, tante volte ho sperato che mani come le tue mi raccogliessero. Mani che sanno leggere nel cuore di una conchiglia tutto il passato. Che sanno interpretarlo, tradurlo, conservarlo.
 
“Mi dispiace, hai sbagliato di grosso, quando leggo interpreto a modo mio, quindi traduco ben altro e, in quanto a conservarlo, mi considero l’angelo meno conservatore dell’Universo.”

Adesso so perché le tue mani sono diverse! NO, certo tu non tireresti il mio guscio su quello scoglio. Certamente non giocheresti a rimbalzello con me. E non mi ributteresti semplicemente nel mare perché non sai che così mi ridaresti la vita. Certo non puoi farlo. Visto che non credi nel tuo mondo, come potresti credere nel mio?

Così mi parlò la piccola conchiglia raccolta sulla riva.  Il motto del mio mondo era ‘TUTTO E’ NATO DAL CIELO E TUTTO AL CIELO TORNERA’  Come potevo non restare affascinato, ascoltando il messaggio ‘TUTTO E’ NATO DAL MARE E TUTTO AL MARE TORNERA’ ? Avevo appena perduto una casa e un’altra mi veniva offerta. Mi sentivo tanto solo e sarebbe stato tanto dolce abbandonarsi. La conchiglia era morta, eppure parlava ancora e ancora qualcuno l’ascoltava, Ma era vissuta incatenata a un mondo e la sola idea mi faceva soffocare, “Ho qualcosa che non hai più. E che non puoi mettere nelle tue chiacchiere. Il privilegio della vita”. Sapevo di abitare anch’io in una conchiglia. Ma come potevo accettarlo, quando ero vivo e avevo in mano una creatura morta? “IO VOLO! – gridavo – Inseguo ancora i mondi”, e intanto mi sentivo sbattere contro le pareti della vita, la chiamavo la mia prigione!

I mondi sono tutti uguali. Non basta una vita per conoscerli, per questo, per tutti noi, sono INFINITI.

La conchiglia dove nascere e morire. Dove è la pace e la scoperta, la novità  e la quiete. Adesso sapevo che esisteva, dovevo solo riconoscerla, Da allora, fu un continuo viaggio, nella nascosta speranza di trovarmi un giorno a casa. E quando, per incanto, questo accadde, io scappai. La mia prigione mi si adattava così bene sulle spalle che mi sembrava impossibile che i miei viaggi fossero finiti. E infatti era così. Non avevo ancora trovato me stesso. Avevo respirato aria di casa, ma in quella casa mi sentivo straniero e troppo pronto a cedere per fame. Se, dopo aver riconosciuto, avessi anche accettato, avrei probabilmente fatto di due prigioni una sola e annegato per sempre l’antica conchiglia che saggiamente mi suggeriva l’eterno rincorrersi del mare.  Solo adesso che ho un volto, finalmente posso specchiarmi nei tuoi occhi.
FINE DELLA VISIONE







1 commento:

  1. Ho pubblicato volentieri questo pezzo di ottima scrittura, oltre che di grande filosofia.“Ho qualcosa che non hai più. E che non puoi mettere nelle tue chiacchiere. Il privilegio della vita”. Quanti sono veramente convinti che la vita sia un privilegio? Ed è la verità più vera della nostra esistenza.
    Grazie Angie, per il tuo dono della scrittura, e per questa tua affermazione affidata all'angelo.

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