POETANDO

In questo blog raccolgo tutti gli scritti, poetici e in prosa, disegni e dipinti di mia ideazione
Un diario dei miei pensieri non segreto, ma aperto a tutti.
E le poesie di amici e poeti illustri, che più mi hanno colpito.
In calce alla home page, così come sulla destra della stessa, potete leggere i miei quattro e-book, basta cliccare sulla copertina, e si apriranno le pagine. Buona lettura!

mercoledì, agosto 3

ANITA di Corrado Calabrò


Il 4 agosto 1849, in un casolare delle Valli di Comacchio, moriva Anita,
pare abbandonata morente da Garibaldi, inseguito da presso dalla gendarmeria papalina.
Non aveva ancora 28 anni e gli aveva dato quattro figli.
ANITA
Vi el Río Pardo remontando el río
contra corriente.
Saltaste de la toldilla tan cerca de mí
que tropecé al subir el umbral,
con la garganta jadeante y el traje estrecho.
No me dio tiempo de tomar tiempo:
como la aguja al hilo
como la cal al agua
como la cerradura a la llave
mi cuerpo de esposa te esperaba.
Cuando cerré la puerta a mis espaldas
ninguna casa era ya mi casa.
Contra razón y contra cualquier otra ley
con las rodillas fuertes
y las caderas temblorosas
cabalgué el torrente de mi sangre
Como la vela al viento
como la hierba a la lluvia
como el mar a la luna
yo te pedía.
Desde Laguna a Puerta San Pancracio
por mares que se transmutan en praderas
desde la pampa al pantano de Ravena,
como la candela a la llama
como el regazo a un hijo
más allá del deseo de vida
más allá del deseo de muerte
cerca de tu respiración te he buscado.
Corrado Calabrò
da Un cuchillo en la miel, Sial ediciones, Madrid, 2012.

Anita

Vidi il Rio Pardo risalire il fiume
contro corrente.
Balzasti dalla tolda così accanto
che incespicai nel salire la soglia,
la gola ansante ed il vestito stretto.
Non ebbi tempo di prendere tempo:
come l’ago il filo
come la calce l’acqua
come la serratura la chiave
il mio corpo di sposa t’aspettava.
Quando chiusi la porta alle mie spalle
nessuna casa era più la mia casa.
Contro ragione e contro ogni altra legge
con le ginocchia forti
ed i fianchi tremanti
ho cavalcato il torrente del mio sangue.
Come la vela il vento
come l’erba la pioggia
come il mare la luna
ti chiedevo.
Da Laguna a Porta San Pancrazio
per mari trasmutanti in praterie
dalla pampa alla palude di Ravenna,
come la candela la fiamma
come il grembo un figlio
oltre il desiderio di vita
oltre il desiderio di morte
accanto al tuo respiro t’ho cercato.

Corrado Calabrò
da La stella promessa, Mondadori, Lo Specchio, Mila
Top of Form

Bottom of Form









Nessun commento:

Posta un commento