POETANDO

In questo blog raccolgo tutti gli scritti, poetici e in prosa, disegni e dipinti di mia ideazione
Un diario dei miei pensieri non segreto, ma aperto a tutti.
E le poesie di amici e poeti illustri, che più mi hanno colpito.
In calce alla home page, così come sulla destra della stessa, potete leggere i miei quattro e-book, basta cliccare sulla copertina, e si apriranno le pagine. Buona lettura!

martedì, agosto 13

Dietro l'ala di un Angie(lo)

(dalle e-mail dell’ 11 e 12 agosto 2013)


Dani ti chiedo un favore. E fai tranquillamente.
Quando hai voglia e tempo rileggi qualche pagina del Sesso degli Angeli, che adesso ti indico? (Dal 1° Libro) pag. 42.
(Dal 2° libro) pag. 72 ( dal capoverso "Ritrovai il mio grande letto azzurro nella limpida luce di una sera...") e poi pag. 73  e  pag. 74  (fino a "Entrai nel gioco").
Mi hai detto che leggi i libri in modo affamato e allora vorrei sapere cosa ti fa pensare rileggere questi pezzi. 
Grazie.
Angie

Quella pagina 42, Angie, è piena di amore! Un amore donato e un amore ricevuto. Ma, a mio avviso, l'emblema assoluto dell'amore è proprio quello di permettere la piena libertà del volo. Quelle spalle che “odoravano troppo di amore per te”...questa è la frase che più mi ha colpito.
Pag 72 e 73: la penna d'oca, trovata in mezzo alle altre piume, quella che cercavi per poter scrivere il libro, Ovvero l'ispirazione, “Un'ansia d'amore, una mancanza di amore così forti che non potevo non ricordarli”.”Una montagna stava nascendo tra noi due”...(quel fuoco sotterraneo da vulcano in eruzione...passione? Tormento? Ma gli scossoni allontanavano l'uno dall'altra...)
Hai descritto un amore impossibile, travolgente tanto che fa paura!
Il mio pensiero è questo: la tua sete e fame d'amore, che hai riversato sull'angelo, che ti attrae e nel contempo ti spaventa...se ho sbagliato a capire, ti chiedo scusa.
Posso solo dire che quelle pagine sono emblema di alta scrittura. Perché per me scrittura non significa solo saper usare la grammatica e la sintassi, e neppure inventare una storia, ma saper esprimere sentimenti forti, sviscerare l'anima dal più profondo, con metafore e graffiti che incidono il cuore di chi legge!
Grazie per avermi riproposto queste pagine...le avevo lette, ma divorando i libri, a volte non ci si sofferma sul gusto delle spezie più fini!
Dani

Ecco, adesso ripeterò a modo mio le parole di Calaf nella Turandot:
" Il mio mistero è chiuso in me
   il nome suo nessun saprà
   oh no!
   E dal silenzio
   risorgete
   stelle.
   L'amore mio
   io rivedrò! "
Credo di non avere altre parole.
 Angie


Nel mio racconto “Gabriel”
faccio fare a Dio una riflessione sull'Arcangelo " Ci sono davvero miriadi di cose in quest'anima, ma ha imparato a controllarle [...] "
Sì, ci sono, ma talvolta sono un peso troppo grande da sopportare. E naturalmente parlo di me.

Quando un'anima è troppo sensibile, registra fatti del passato e presente, e ai fatti assomma sentimenti, siano essi positivi o negativi, ovvio che a volte il peso grava opprimente. Ma io ricordo le parole di Gesù e, per chi non crede in Lui come figlio di Dio, resta pur sempre un grande Maestro di vita:
"Il mio giogo sarà leggero", nel senso che Dio non ci dà mai un carico che le nostre spalle non siano in grado di sorreggere. O se non vuoi far entrare Dio nel discorso: nella nostra vita non ci sarà mai un peso così difficile da portare. Perché sapremo sempre come scaricarci di dosso quelle scorie in sovrappiù. Nessuno ci obbliga a portare macigni, quando bastano pochi sassolini, per farci da zavorra!  E' necessario buttar via bagagli ingombranti. Chiudere in un baule quel che ci allontana dalla felicità, e gettare la chiave, Abbandonarlo in soffitta, tra i ricordi che fanno male. E dobbiamo rispolverare veli leggeri e i gioielli più preziosi del nostro passato, indossarli come le odalische, e danzare alla vita. Se il galeotto deve portare la palla al piede, privato della libertà, noi dobbiamo recidere la catena, e liberarlo. Il galeotto è tutto quel che riesumiamo dal passato, di negativo, che trasciniamo nel presente. Per quale ragione? Si gira pagina, e si scrive un'altra storia, possibilmente positiva!

Naturalmente mi dici cose impossibili da realizzare. Ognuno di noi è se stesso perché è tutto quello che di bene e di male ha attraversato...

Noi siamo quel che abbiamo vissuto, Angie, è vero, ma è altrettanto vero che parte del nostro vissuto è da buttare. Quante sciocchezze o errori abbiamo combinato da giovani che non vorremmo aver fatto? A me è successo e anche se mi sono serviti per non rifarli di nuovo, resta pur sempre roba vecchia da buttare nei rifiuti. Se dovessi vivere pensando a quel che avrei voluto fare e non ho fatto, a quel che invece ho fatto e non avrei voluto fare, mi porterei appresso un bagaglio di cianfrusaglie inutili che appesantiscono il mio cammino esistenziale. Si cambia, nella vita, ci si rinnova sempre. Ed è quel che è giusto fare. Non siamo stati fatti con lo stampino rigido, ma di materia plasmabile, rimodellabile, come il pongo! Mi riferisco all'anima, alla nostra interiorità! Non c’è cosa impossibile da realizzare. Se l'Uomo si fosse fermato davanti alla parola IMPOSSIBILE, non avrebbe fatto un passo avanti nella ricerca, nella scienza e tecnologia. Saremmo ancora a cercare di accendere il fuoco nelle caverne. Eccoti un aforisma che potrebbe spiegare meglio ciò che ti ho scritto:
Soltanto una cosa rende impossibile un sogno: la paura di fallire.
Paulo CoelhoL'alchimista, 1988

Ma il mio sogno non è buttare via quello che ho vissuto. Sta là. Dove io non sono più. E non sono certo le sciocchezze che ho fatto quando ero una giovane-cucciola che mi tormentano. Sono le cose rimaste irrisolte, sai? Quelle cose importanti che non sempre puoi prendere o fermare, anche se qualcuno ti tira per la giacchetta. Perché? Perché la vita ti porta da un'altra parte e, quando si è giovani, il futuro non lo si può far aspettare, e, quando si è vecchi, con tutto il tempo di tornare indietro, indietro non si può più tornare.
A parte tutto, la morte di mia madre mi ha distrutto, non perché mi senta in colpa, non ha senso, so che ho fatto tutto quello
che potevo per lei, allora, per le capacità che avevo, ma perché mi manca. Mi manca e basta.
 E adesso mi arrivano altre urgenze alle quali non so come far fronte. Il passato non mi aiuta. Il presente nemmeno.
Mi dispiace, ma scegliere una frase di un autore diventato famoso, per aiutarmi, è stato profondamente profondamente sbagliato.
Se avessi avuto paura di fallire, da un pezzo non scriverei più. Sono quello che sono: un autore bravo e interessante, talvolta fin troppo ricco (tanto è vero che Il sesso degli Angeli è come se tu lo leggessi solo adesso) ma senza sponsor. Va così.
E tutto quello che è dentro di me non voglio certo buttarlo via. Alla fin fine ho dovuto riconoscere che ho vissuto molto. Senza saperlo.
Angela 

Angie cara, quando ho scelto quell'aforisma di Coelho, ero lontana mille miglia dal collegarlo alla tua scrittura. Io l'ho letto sotto questa angolatura: tante volte si rinuncia ad un sogno, per paura di scontrarsi con la realtà. E in particolare mi riferivo a questa tua frase:
Naturalmente mi dici cose impossibili da realizzare
Diventa impossibile realizzare le cose, solo quando frapponiamo un ostacolo che ci creiamo noi stessi, e che spesso è sinonimo di paura di non raggiungere l'obiettivo. Ma mi riferivo ai rapporti con gli altri. Al non voler esporsi più di tanto. Al tacitare sentimenti, per timore che non siano compresi. So che tu eccelli nello scrivere e per te desidero un grande successo. Ma, ripeto, non era su questo che verteva la nostra conversazione, piuttosto sul "mistero" e sulla difficoltà di comunicazione con quella tua amica. La scrittura non c'entra in tutto questo. 
Capisco che mamma ti manca, la ferita è ancora aperta, è da poco tempo che è scomparsa dalla tua vista, ma c'è ancora. Ti guarda e ti protegge. Ti manda angeli in carne ed ossa, a farti compagnia. Spiuma le loro penne, e le fa nevicare nella tua anima, ed è per merito suo, che ne è uscita una persona come te! Tu sei il suo futuro, quel che lei ha seminato. Lei vive ancora in te, con te, e per te.
Ricordo che più volte mi hai riferito che ti ha insegnato a scrivere bene, ti avrà sicuramente, da buona maestra, sollecitato a leggere molto. Ne è uscita una scrittrice di pregio. Con te, lei ha realizzato la sua vita, perché il raccolto della sua semina è stato buono e abbondante. E lei dal cielo, da quella dimensione sovraumana (perché credimi, l'anima non muore, NON PUO' MORIRE!) ti osserva con orgoglio e pensa: Ecco, questa è la mia creatura, le ho fatto compiere i primi passi nella vita, l'ho indirizzata su una strada che lei ha percorso - la scrittura - e poi lei ha imparato a camminare da sola. Noi mamme mettiamo al mondo i figli non per noi stesse, ma per donarli al mondo. E se i figli a loro volta donano al mondo qualcosa di bello, allora il Progetto della loro vita è compiuto. 
Ed è quel che è stato. Ricorda e non dimenticarlo mai: TU SEI UN DONO! Lo sei stata per tua madre quando sei nata, lo sei stata per lei nella vita, prendendotene cura, e lo sei ora, per quelli che hanno la fortuna di incontrarti sulla loro strada.
Con 4 righe di e-mail non si può esprimere tutto, io vorrei averti accanto, almeno per qualche tempo, di persona, per dirti quello che sei per gli altri, poiché ognuno di noi si vede con gli occhi della propria anima, che spesso sono miopi o strabici... mentre chi ci osserva dall'esterno, ha una visione d'insieme, forse più distaccata, ma anche meno critica.
Buon risveglio e felice giornata
Dani

Adesso il grande scrittore (mi prendo spesso in giro così, che mi toglie l'incenso dal capo) si riempie le tasche di mollette, gonfiandole come le guance di un criceto, e va a stendere. 
Angie

Ho voluto chiudere così questo scambio di confidenze tra due anime che cercano di aprirsi tra loro, con una battuta simpatica, di quelle tue, Angie, per sdrammatizzare la seriosità di quanto ci siamo dette, della sofferenza che emanano certe tue frasi, perché la vita è anche questa: affondare nella quotidianità di azioni ripetitive e necessarie per la nostra sopravvivenza di esseri umani, come quella di riempire le tasche come le guance di un criceto! E allora si torna a sorridere!
Ciao!
Dani


Postilla


Ben svegliata!
ho riletto le nostre ultime email...le ho prese, assemblate, leggermente modificate (le mie soprattutto, sul piano della scrittura, non del contenuto) e ho cercato di entrare nel merito più profondo.
Credo che ci siamo dette cose importanti, aperto il cuore e la mente. Da buone amiche.
E mi pare anche che siano da conservare. Cosa ne vorrai fare, lo chiedo a te. Ma io le conservo gelosamente.
In un documento, perché si fatica a ripescare vecchie email, e quando ci si dicono cose niente affatto banali, non mi piace neppure perderle nell'etere.
Ne ho dato un titolo che mi è venuto spontaneo, e mi piace tantissimo. Riferendomi a Gabriel, a Il sesso degli Angeli, ad Angie (a mio padre Angelo) a tua madre, tuo Angelo  custode in cielo, alle buone amicizie (angeli a modo loro anch'esse), tutti noi siamo protetti da angeli custodi, e spesso ci rifugiamo dietro l'ala di un Angelo. Il mio Angie (lo) sei tu!
Con tutto l'affetto che non ho saputo esternare come avrei voluto! 
Dani

Ma mia madre non mi ha affatto insegnato a scrivere! A scrivere ho imparato a scuola e l'ho affinato da me.
Certo ho sempre fatto molte domande e mia madre mi ha sempre risposto, questo sì e anche corretto, e gliene sono grata, quando, bambina, storpiavo le  parole che non conoscevo. E' da lì che inconsciamente decisi di studiare il significato delle parole e quando, alla soglia delle scuole superiori, chiesi un nuovo vocabolario perché quelli che c'erano in casa erano troppo vecchi e obsoleti (  *  ), fu lei a accompagnarmi in libreria e lo lasciò scegliere a me. E io scelsi un Garzanti con indirizzo etimologico, un vocabolario talmente ricco che lo uso tuttora anche se poi ho aggiornato il mio parco italiano con dizionari delle parole straniere entrate in uso da noi, dizionario tecnico, dei sinonimi e dei contrari e tanti altri.
Mia madre aveva un vocabolario dei sinonimi e dei contrari che le aveva regalato suo padre, cioè il mio nonno Arduino direttore di banca che non ho mai conosciuto, e la prima volta che lo trovai negli scaffali dove stavano anche i libri che mia madre aveva salvato dalla guerra, manco sapevo cosa voleva dire il titolo, e lei me lo spiegò. Come mi lasciava cercare fra i suoi libri.
Ma non fui certo incoraggiata a scrivere. I miei dicevano che mi toglievo ore al sonno, poi mi lasciavano fare...
'Nemo (est) propheta in patria' e, già da ragazza, aggiunsi con ironia "E tantomeno a casa sua".
Basta.
 In ogni caso, perché pensare che siano le sciocchezze fatte o le cose sbagliate a essere un peso? Queste si dimenticano o, se si ricordano, ci si ride su.
Il peso immenso è dato dalle cose belle interrotte, dalle frasi non dette, dalle persone che non tornano più perché non possono tornare più. 
Questo è il peso di cui ti parlavo e ti parlo.
Quando ricordo una di queste cose, io la rivivo talmente che sono di nuovo là in quell'altro tempo, di nuovo con la stessa persona accanto a me mentre scegliamo insieme il dizionario d'italiano che mi accompagnerà per tutta la vita (i dizionari costavano tanto allora).
Così riesco a entrare nei sogni anche da sveglia, nei sogni... quando si rincontra chi non c'è più come se ci fosse ancora.
Oh, là, sto piangendo immersa a metà nel ricordo ma con la testa fuori da quel tempo e di nuovo in questo tempo, e finalmente sono riuscita a dire perché, per me, è fatica scrivere.

(* Zingarelli) 

 Angie
 

Se andiamo avanti così, penso che potremmo scrivere un racconto a quattro mani! Sui due piedi!
Per ora fermiamoci qui...

Dani


Angela Fabbri & Danila Oppio

3 commenti:

  1. Ma secondo te, Dani, davvero può interessare a qualcuno tutta questa polenta che abbiamo girato e rigirato insieme?
    Angie

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  2. Io spero di si. ci sono considerazioni sulla vita che potrebbero davvero interessare a qualcuno, e tra l'altro, a noi sono servite a qualcosa! Allora, quando certi giornalisti scrivono le loro considerazioni, che si possono condividere o no, che fanno i lettori? Comperano i giornali e leggono! Chi visita questo blog, se è interessato ai nostri argomenti, leggerà! E se non lo fa,...peggio per lui! ahahahh!
    Dani

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  3. Entro in punta di piedi, non ho letto alcun libro dell'amica Angela ma mi pare di ascoltare di pensieri arcani, latenti, pure presenti, che vanno e che vengono, che sono andati e non tornano più e il lamento..nasce, sotto forma di memoria, che io definisco padrona del nostro ego più profondo.
    Leggo di sacro e di profano in queste domande-risposte che possono e diventano edificanti per chi ne ascolta l'eco che mi pare vera.
    Si legge del Bene e del Male, di filosofia di vita terrena che si vorrebbe aulica, in uno scambio di opinioni molto assennate, pure intime che "timbrano", mi pare, una buona amicizia.
    Un caro saluto ad entrambe
    Gavino

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