POETANDO

In questo blog raccolgo tutti gli scritti, poetici e in prosa, disegni e dipinti di mia ideazione
Un diario dei miei pensieri non segreto, ma aperto a tutti.
E le poesie di amici e poeti illustri, che più mi hanno colpito.
In calce alla home page, così come sulla destra della stessa, potete leggere i miei quattro e-book, basta cliccare sulla copertina, e si apriranno le pagine. Buona lettura!

martedì, agosto 27

La piantina di Bella di Angela Fabbri


E allora adesso ti narrerò una storia. Una storia vera.
Tanti anni fa al piccolo supermercato vicino casa mi regalarono una piantina, non so più per quale ricorrenza.
La portai a casa, salvandola in mezzo alla spesa. A mia madre sono sempre piaciute le piante. L'avevo accettata per lei. E la feci uscire per ultima dalla spesa, quella piccola pianta senza arte né parte, ma con tanti fiorellini rossi e dentro a un vasino.
Mia madre disse come solito "Che bella!" e io la mostrai giusto a Bella, la mia cagnona, che, presa da una gelosia istintiva, si mangiò in due bocconi tutti i fiorini rossi. 
Il giorno dopo con la mamma trovammo un posticino in balcone per la piccola pianta. E sembrò che Bella se ne fosse dimenticata.
Di fiorire non ci pensò più. Se ne stava lì, anonima e regolarmente innaffiata ogni sera.
Io andavo e venivo per lavoro, a notte non mi veniva certo in mente di guardare in balcone e poi la mamma riusciva ancora a tenergli dietro.
E un giorno mi fa "Ma vai a guardare quella piantina com'è cresciuta! sembra un'edera".
Era vero, con tutte le sue manine. Morbide piccole un po' carnose e traslucide.
Tempo una settimana e la piantina non aveva più mani. Era stata potata fino agli steli. Bella!
Ma dopo qualche mese tutti gli arti erano di nuovo lì e le manine carnose piccole e luminose. E era più alta e più snella.
E fu così che per tutto il resto della sua esistenza Bella, quando era il momento giusto, potava la piccola edera, senza mai farsi vedere, ma tanto sapevamo che era lei.
Un giorno raccontai questa piccola storia a un agricoltore e lui mi disse: 'Sa chi è stato il primo grande potatore di viti? Un asino.'
Bene, adesso sapevamo di avere una vite, chissà di quale qualità?
Se ne andò ben dopo Bella, e se ne andò quando il condominio decise di imbiancare il balcone e io non fui così brava da salvarla.
Perciò spero che tu salvi almeno il tuo gelsomino.

Angela Fabbri
Ferrara 26 agosto 2013
https://mail.google.com/mail/images/cleardot.gif


1 commento:

  1. Questa è una mia storia del cuore.
    Fu la più grande dimostrazione di amore geloso
    di tutta la mia vita.
    Angie

    RispondiElimina