POETANDO

In questo blog raccolgo tutti gli scritti, poetici e in prosa, disegni e dipinti di mia ideazione
Un diario dei miei pensieri non segreto, ma aperto a tutti.
E le poesie di amici e poeti illustri, che più mi hanno colpito.
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venerdì, luglio 14

SYRIA COM'ERA 7 . L'oasi di Palmyra

Panorama di Palmyra dall'aereo

Quello che è successo a Palmyra lascia senza parole. La guerra, è vero, non risparmia nulla: specialmente se è una guerra condotta da gente senza scrupoli e senza coscienza. E anche se la città siriana non è nell’immaginario collettivo mondiale come altri luoghi, la sua perdita sarebbe una tragedia per l’umanità - un po’ come se venissero distrutti Petra, o il Colosseo, o le grotte di Altamira, o la torre di Pisa.
CHE COS’E’ PALMYRA
Palmyra era una città bellissima. E lo era grazie alla sua strategica posizione, lungo la cosiddetta “scorciatoia del deserto”, una via che conduceva dal Golfo Persico fino al Mediterraneo: qui, fin da epoca lontanissima, sostavano le carovane che trasportavano merci dalla Mesopotamia, dall’India e perfino dalla Cina. Fu l’imperatore Adriano che la dichiarò città libera; e con Caracalla, nel 212, la città fu elevata al rango di colonia.

Ma il nome di Palmyra è legato soprattutto a una figura femminile, una delle poche della storia antica: la regina Zenobia. Zenobia era la moglie di Odenato, il sovrano della città, e non era una donna qualunque: ambiziosissima, pare bellissima, quando prese il potere, alla morte del marito nel 266, si proclamò Augusta, iniziò a battere una sua moneta e - complice la relativa debolezza di Roma in quegli anni - sottomise con il suo esercito la Syria, l’Anatolia e il basso Egitto. La reazione non si fece attendere: Aureliano dopo dieci anni sconfisse i palmireni, portò a Roma Zenobia, si dice con catene d’oro, e rase il suolo la città.

Non fu che la prima di numerose devastazioni, da cui Palmyra non si riprese più. Addirittura nel 1089 un violento terremoto fece crollare quanto ancora restava in piedi. Che cosa conservava allora fino a oggi il sito archeologico di Palmyra?
I MONUMENTI DI PALMYRA

Fu un paziente lavoro di ricerca e restauro iniziato a fine dell’Ottocento a far riemergere la fisionomia di questa capitale del deserto (e fino all’inizio della guerra in Syria, il processo di studio e restauro era ancora in atto). Uno dopo l’altro, sono riemersi dalle sabbie resti di templi, un lungo colonnato, il teatro, la necropoli vicino al sito: e a poco a poco Palmyra è diventata un sito magico, dove fino a qualche tempo fa si passeggiava nella storia. Nessun edificio di particolare effetto scenico, ma un insieme di resti archeologici che colpiva per la sua omogeneità e ampiezza, dove si intuiva la grandezza dei tempi d'oro.

La visita del sito, Patrimonio dell'Umanità dell'Unesco, iniziava solitamente dal tempio di Baal, un complesso imponente consacrato nel 32 a tre divinità di origine babilonese, dove si ammiravano fregi a bassorilievi davvero incredibili - ricordiamo i dodici segni dello zodiaco che circondano i sette pianeti disposti attorno al dio Baal. Poi si proseguiva per la Via Colonnata (detta anche Cardo romano), una lunghissima strada - più di un chilometro - che stupiva i turisti di oggi così come i mercanti di ieri, che arrivavano da Paesi lontani dopo lunghi giorni di deserto. Il colonnato è incredibile - mi piace usare ancora il presente: una selva di fusti, che al tramonto si colorano di rosa, un’immagine che non ha paragoni altrove. Speriamo che non tutto vada perduto. Ho saputo che alcuni reperti archeologici sono stati venduti per l'acquisto di armi. Per saperne di più, vi rimando a Wikipedia.

Danila Oppio

Seguono una foto ripresa dal web, perché a me impossibile ottenere una così splendida panoramica.



Le seguenti invece sono risultato dei miei scatti: qui sotto, la fortezza sopra Palmyra















Incontri nel deserto:una strana lucertola e fiori di ibisco e gladioli che sfidano la calura nel deserto




Splendidi dromedari bianchi




 Il cardo romano sopra, l'anfiteatro di Diocleziano sotto







Sotto, il deserto che circonda Palmyra






Sotto, l'oasi di palme e il rifugio dei cammelli, visto dalla finestra dell'Hotel




Uscendo dal tempio di Baal, la nostra guida Mazin e una madre beduina con il suo bambino







2 commenti:

  1. Bella presentazione, Danila! E' davvero triste assistere all'oltraggio di preziose testimonianze del passato, è incredibile assistere a questi orrori prodotti da certa parte dell'umanità. Piango per la Siria e i suoi abitanti. Speriamo che la pace possa giungere al più presto.
    Gio

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  2. Grazie Gio per il tuo commento! Ho pubblicato molti altri articoli sulla Syria, e non ho ancora finito. Sono numerati, quindi puoi trovarli tutti nell'etichetta EDITORIALI DANILA OPPIO . Le foto e i ricodi sono miei, e riguardano un viaggio in quel Paese, del 2006. Ciao e buona estate

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