POETANDO

In questo blog raccolgo tutti gli scritti, poetici e in prosa, disegni e dipinti di mia ideazione
Un diario dei miei pensieri non segreto, ma aperto a tutti.
E le poesie di amici e poeti illustri, che più mi hanno colpito.
In calce alla home page, così come sulla destra della stessa, potete leggere i miei quattro e-book, basta cliccare sulla copertina, e si apriranno le pagine. Buona lettura!

domenica, luglio 30

ANGIE e DANI e i nostri cani BELLA e CHANCE, non dimenticando il BASILIKON appena nato




Chancey è così diverso dalla mia Bellona, in comune hanno solo il colore del pelo. ll tuo ha forse qualche chiazza bianca? perché la mia aveva la pancia e le zampe bianche con le macchie nere.
Tutto in tinta, come si conviene al cane di un pittore che l'ha ritratta molte e molte volte e come si conviene alla figlia di una Dalmata, perdutamente innamoratasi del cane nero e meticcio (ma da caccia) di un medico, e abbandonata dai suoi padroni  'di razza'  perché incinta.
Bella, a sei mesi pesava 10 chili (ed erano anche troppi per me che una volta me la dovetti sciroppare a piedi per chilometri perché aveva nevicato e le si gelavano i piedi). Nel pieno del suo vigore arrivò a 20, tutti di muscoli e di energia incredibile. E' sempre stata talmente vitale che a 13 anni tirava ancora al guinzaglio e per due volte mi tirò per terra, ma sempre per via di grossa neve o scivolosa pioggia...
Amo i cani e lo sai, anche se non li antepongo agli esseri umani che certo sono più complicati e hanno bisogno di molte più cure e di attenzioni e di tenere scusanti.
Amo i cani ma anche loro sono talvolta insopportabili con la loro costante presenza e quel loro chiedere-non chiedere silenzioso e umido come il loro naso.


Amo i cani e dunque mi chiedevo di Chancey e non ne sapevo nulla. Spontaneo che ti abbia scritto appena ne hai riparlato. Sai che son la donna della sincerità sincera.
Guardar negli occhi il proprio cane sembra ti comunichi un sacco di cose, in realtà ti aiuta solo a svelarle a te stessa e sei tu che le comunichi a lui, ecco perchè il nostro cane ci ama.
Amo i cani, ma i cani non scrivono email e leggo volentieri le tue perchè ti amo, non me lo sono mai nascosto e non te l'ho nascosto, ma sappiamo entrambe che i nostri caratteri sono antitetici.
E allora prendiamoci queste email venute dal cuore e da un sereno sentire, senza cercare una continuità senza senso come l'immortalità.
Da ultimo, appunto perchè non legge e non scrive (non ancora, non si sa mai, dopo i dieci anni Bella cercava di articolare parola e era molto seccata di non riuscirci dato l'impegno che ci metteva, ma purtroppo le mancavano fisicamente gli strumenti in gola) vorrei tu comunicassi a Chancey i sensi della mia amicizia e della mia solidarietà riguardo la sua mole che incalza e lo stanca.
Fra un po' vado dal mio basilico per la doccetta serale e prima li accarezzo (i vasi sono 2) spostandogli i riccioli verdi e profumati. Oggi è piovuto un poco, ma troppo poco. E ho detto ai miei ragazzini "Questo è il vostro primo temporale. Ma io sono qui in cucina vicino a voi".
Ecco, il basilico è adatto alla mia età.
Ciao, Dani.
Angie

( email del 25 giugno 2017, ore 19:34 )  

Il cellulare mi sarebbe servito molti e molti anni fa quando ero sempre in trasferta chissà dove.
Quando viaggiavo per ore con la mia Cinquecento e la cagnona Bella al seguito, attraversando strade di campagna prive di esseri umani.
Mi abituai a arrangiarmi, avendo una macchina molto vecchia (immatricolata a Torino nel 1962) ma molto brava e un cane molto giovane e molto vivace.
Una volta, con la neve, mi si bucò una gomma su un tratto di strada senza case, sopraelevato e senza spazio per fermarsi giù di strada semplicemente perché lo spazio non c'era, c'era solo il fosso, tra Dosso e Castel San Pietro. Compresa la gravità del danno e sapendo esattamente quanto mancava al paese successivo (son sempre stata un buon navigatore) dove conoscevo un meccanico, proseguii con circospezione, stracciando la gomma per i chilometri mancanti all'ingresso del paese. Poi lasciai la macchina in un parcheggio, misi il guinzaglio a Bella e via in mezzo alla neve ghiacciata fino a trovare il calore dell'officina meccanica. Bella se la spassò, stirandomi le braccia di qua e di là: un posto nuovo, odori nuovi, profumo di neve! Adesso non era più un cucciolo, aveva un anno e mezzo, una cagnona piena di energia coi piedi caldi perché non faceva che correre e alla fin fine teneva calda anche me.

Adesso che l'ho rivissuto penso di esser stata come un capitano dell'esercito che deve prendere una decisione immediata. Non sopporto di andare a strascico del destino.
Avrei potuto fermare la macchina sulla strada e prima o poi, ma chissà quando sarebbe stato quel poi col freddo e la neve, e aspettare su quella strada ventosa e fuori dal mondo.
Ho preferito affidarmi al mio istinto e alla mia Cinquecento dal cuore grande e stracciare la ruota piano piano.

 (e-mail del 24 luglio 2017 ore 20:13)



Quel lunedì mattina stavo andando a Vignola per poi lasciare Bella nella mansarda in centro storico dove vivevo in Via Bonesi al numero 4, mi sembra, e andare al lavoro in quel di Settecani.
Non avevo problemi di orario, visto che uscivo dalla ITALTRACTOR anche alle 10 di sera.
Il meccanico mi disse che la gomma era tutta stracciata e io gli dissi che lo sapevo bene visto che ci avevo fatto almeno 10 chilometri su per buoni motivi.
Tornammo all'officina con la piccola cinquina e scoprii che Bella, che avevo lasciato lì in custodia, si era conquistata degli ammiratori. In particolare un cacciatore che voleva comprarmela per addestrarla.
<< E' da piuma, si vede. E' svelta e ha l'occhio svelto >>
" Ma certo che è da piuma " risposi al cacciatore " poco tempo fa avrebbe preso un colombo, anche se io la tenevo al guinzaglio. Gli è saltata addosso e il colombo non si era accorto di niente"
Il cacciatore voleva convincermi e mi faceva pensare al destino di Bella, che me mi vedeva sempre poco, che prati per corse sconfinate non li avrebbe visti mai stando con me...
Il cacciatore mi offrì un bel po' di soldi, ma proprio un bel po'. Proprio tanti.
Guardai la mia piccolina che avevo preso sul mio braccio sinistro a solo un mese di vita e dissi al cacciatore:
" Facciamo così. Io lavoro qui vicino. Lei può tenerla per addestrarla e per la stagione della caccia e poi me la ridà per il resto dell'anno. Non cedo Bella. Non voglio nulla. Ma mi piacerebbe che questo cane incrociato fra bracchi e spinoni vivesse la vita per cui è nato. Cosa che non può fare con me "
Il cacciatore disse che spesso i bravi cani da caccia vengono adescati e rubati. Dunque rifiutò  di averla in responsabile prestito.
E ripartimmo a pieno carico per Vignola.
Bella aveva allora circa 1 anno e 6 mesi. Avrebbe vissuto ancora molto a lungo e gli ultimi anni li trascorremmo il più possibile insieme. Se ne andò il 10 luglio del 2001, a 17 anni 9 mesi e 10 giorni. 

(Email  del 25 luglio ’17)

Un'avventura pericolosa, ma che Angela ha saputo affrontare con molto coraggio, per amore di Bella.

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