POETANDO

In questo blog raccolgo tutti gli scritti, poetici e in prosa, disegni e dipinti di mia ideazione
Un diario dei miei pensieri non segreto, ma aperto a tutti.
E le poesie di amici e poeti illustri, che più mi hanno colpito.
In calce alla home page, così come sulla destra della stessa, potete leggere i miei quattro e-book, basta cliccare sulla copertina, e si apriranno le pagine. Buona lettura!

venerdì, novembre 4

E' l'unica cosa che avete e non la volete...



Alcuni guardano una foto o leggono una poesia o un racconto e si convincono di aver capito tutto ciò che c'era da capire. Danno all'autore una classificazione merceologica, lo incasellano, gli appiccicano in fronte un'etichetta, lo inquadrano nell'insieme come vorrebbero che fosse. Guardano, leggono, valutano i segni di quella singola opera. Fanno due più due e immaginano che l'autore di quella storia appena letta abbia determinate idee sui più disparati argomenti. Poi si spingono in voli pindarici a interpretare tutto: religione, politica, cultura, immaginano cosa pensi sugli immigrati, sugli amori finiti, sulla droga, sull'aborto, sulla prostituzione, sulla guerra, sulla musica. Lo ritagliano come fosse un omino di carta e poi ci aggiungono i loro pensieri, forse i loro desideri più nascosti o le loro paure inconfessate. Ma non provano a camminare sulle strade chiare ed evidenti che conoscono di quell'artista. No, inventano di sana pianta. Si commuovono, provano pietà, ma non arrivano a capire che l'artista usa la fantasia attingendo alla realtà.
Una foto di un cimitero? Poverino, l'ha scattata sicuramente quando è andata a trovare i suoi cari defunti il giorno dei morti. 
Una poesia sulla violenza? Le ha fatto molto male quell'uomo, quanto mi dispiace per lei. 
Un racconto sulla povertà? Certo, dev'essere dura per lui andare avanti così. 
E via di seguito. Un giudizio continuo, sommario e... lapidario. 
Ma perché non imparate a lasciare libera tutta la bellezza dell'espressività? Quello che c'è dietro ogni forma d'arte è empatia, sensibilità e tecnica. L'artista non deve donarvi le chiavi della Salvezza eterna o la Pace o la Speranza che cercate affannosamente. Non deve cambiare la vostra vita. 
Basta con questi finali consolatori, con il lieto fine e le rime baciate! Finiamola con le parole scontate, i fiori, i cuori, la speranza ad ogni costo, i gabbiani sul mare. Qui si vive e si muore. L'artista racconta, inventa, si immedesima nella storia di altri uomini, donne, bambini, anziani, declinando modelli sempre nuovi di realtà e finzione. Qui c'è il sangue, c'è il pianto, c'è la morte. D'accordo, non c'è solo questo, ma c'è anche questo. Accettatela questa realtà, cercatela, combattetela se non vi piace, ma non fuggitela. E' l'unica cosa che avete e non la volete.
E' legittimo interpretare ma non vi fossilizzate su invenzioni solo della vostra mente. Finirà che l'artista vi darà solo ciò che volete voi, per ricevere i vostri apprezzamenti. Pacchi confezionati con il fiocco rosa e dentro niente, solo la Speranza che reclamate a gran voce. Alla fine avrete il "Dono" che vi meritate. Una tela bianca, una pagina bianca, parole vuote.

Luisa Bolleri


Nessun commento:

Posta un commento