POETANDO

In questo blog raccolgo tutti gli scritti, poetici e in prosa, disegni e dipinti di mia ideazione
Un diario dei miei pensieri non segreto, ma aperto a tutti.
E le poesie di amici e poeti illustri, che più mi hanno colpito.
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venerdì, novembre 25

PIOVE (Per la giornata della violenza sulle donne) di Danila Oppio

dipinto dell'artista bielorusso Leonid Afremov

PIOVE (Ciao ciao bambina) Di Domenico Modugno
Mille violini suonati dal vento
Tutti i colori dell'arcobaleno
Vanno a fermare una pioggia d'argento
Ma piove, piove sul nostro amor

Ciao, ciao, bambina, un bacio ancora
E poi per sempre ti perderò
Come una fiaba, l'amore passa:
C'era una volta poi non c'è più

Cos'è che trema sul tuo visino
È pioggia o pianto dimmi cos'è
Vorrei trovare parole nuove
Ma piove, piove sul nostro amor

Ciao, bambina!
Ti voglio bene da morire!
Ciao! Ciao!

Ciao, ciao, bambina, non ti voltare
Non posso dirti rimani ancor
Vorrei trovare parole nuove
Ma piove, piove sul nostro amor.

Dipinto dell'artista Bruno Oscar Munari
Il testo della canzone si adegua al tempo piovoso di questi
 giorni, che conduce a qualche considerazione.  In questo
 testo c’è una contraddizione.L’amore passa, poi non c’è più
E allora perché lei piange? E’ lui che la lascia, o lei che 
non ne vuole più sapere di lui?
E allora perché lui le grida: TI voglio bene da morire? 
La risposta potrebbe essere: lui non può più continuare 
una relazione con lei, perché qualcosa glielo impedisce.
 Una moglie gelosa? Una promessa già fatta a un’altra? 
L’impossibilità pratica di continuare un rapporto a distanza?
 Ha messo incinta una donna ed è costretto a sposarla?
 Oh, le supposizioni sono molteplici!
Oggi è la giornata della violenza sulle donne. 
Si pensa immediatamente a quella fisica, ma c’è una violenza 
più subdola, invisibile, perché non lascia traccia sulla pelle, 
bensì dentro l’anima. 
Quegli uomini che non sanno accogliere l’amore sincero
 di una donna, che fingono di amarla fintanto che fa 
loro comodo, e poi la allontanano (o se ne vanno) come 
se lei fosse stata un oggetto usa e getta, roba da rottamare,
 lo sanno cosa fanno e cosa perdono? Che importa loro
 se lei soffre, se il suo cuore è una spugna intrisa di dolore? 
Mi chiedo: se hanno la fortuna di essere amati, 
profondamente amati, perché rinunciano a un dono 
tanto prezioso? Lasciare il certo per l’incerto, abbandonare 
il pieno per il vuoto, non è forse una scelta poco oculata? 
La violenza sulle donne è anche una certa forma di crudeltà
 mentale, come calpestare i loro sentimenti, abbandonandole
 e andarsene poi fischiettando allegramente.
Non so, sono solo considerazioni dovute a un cielo
 che piange da giorni. 
Danila Oppio

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