POETANDO

In questo blog raccolgo tutti gli scritti, poetici e in prosa, disegni e dipinti di mia ideazione. Recensioni stilate da me e da altri autori. Editoriali vari.
Pubblico poesie, racconti e dialoghi di vari autori.
Vi si possono trovare gallerie d'arte, fotografie, e quant'altro l'estro del momento mi suggerisce di pubblicare.
Sulla banda destra della home page, potete leggere i miei quattro e-book poetici ed altre sillogi di alcuni autori. Così come le riviste online de L'Approdo e de La Barba di Diogene, tutto si può sfogliare, è sufficiente cliccare sulla copertina.
Buona lettura!

martedì, ottobre 18

CALEMBOUR di Danila Oppio



Calembour 1


Il capitàno a gettare l’àncora tentò
Ma essa di calare in mare si rifiutò.
A volte son cose che càpitano.
Ancora un’altra volta ritentò
così finalmente la nave attraccò
perché l’àncora finalmente ancorò
(E cadde come corpo morto cade.
(ultimo verso di Dante Alighieri)
 da La Divina Commedia Inferno 5-7




Calembour 2

Affétto con molto affètto
Il salame che però non accètta
di essere colpito con l’accétta.
Gli lancio l’ésca e lui
molto offeso mi impone: “èsca!”.
Allora mi darò alla pésca
E per merenda mangerò una pèsca.
Forse il discorso non si colléga
Ma si divertirà il mio collèga
senza fare una piega.




calembour ‹kalãbùur› s. m., fr. [etimo incerto]. – Freddura fondata su un gioco di parole, risultante per lo più dalla contrapposizione o dall’accostamento di parole omografe o polisemiche (per es.: «un professore che, anziché fare lezioni di economia, fa economia di lezioni»; «un cretino può scrivere un saggio, ma non viceversa») o dalla sostituzione, in una frase nota, di una parola con altra di suono simile ma di significato molto diverso.


Nessun commento:

Posta un commento