POETANDO

In questo blog raccolgo tutti gli scritti, poetici e in prosa, disegni e dipinti di mia ideazione
Un diario dei miei pensieri non segreto, ma aperto a tutti.
E le poesie di amici e poeti illustri, che più mi hanno colpito.
In calce alla home page, così come sulla destra della stessa, potete leggere i miei quattro e-book, basta cliccare sulla copertina, e si apriranno le pagine. Buona lettura!

mercoledì, ottobre 12

FIN CHE CI SIA UNO SGUARDO di Roberto Vittorio Di Pietro


Eccoli gli operai sul prato verde
a mangiare: non sono forse belli?
(Sandro Penna)  


...pei riccioletti folli d'una nuca
per l'ala di un cappello...
il cuore pronto a tutte le follie.
(Camillo Sbarbaro)

La percezione della bellezza
è una prova morale.
(H.D. Thoreau)





FIN CHE CI SIA UNO SGUARDO
(a troppa, triste, inutile
voluta solitudine incompresa)

Gracile pianta e ardita, coloquintide,
ti vidi fra le dune. Fui felice!
Parevi rampicarmi intorno,impormi
quei glabri pomi d'oro che splendevano,
e mi portai alle labbra, e dissi farmaco,
complice il sole e la cocente arsura.

Ma sete n'ebbi, in cambio, ancor più atroce.
Aspra cucurbitacea, sfolgorante
magnifica impostura, nei desertici
occhi di chi ti sugge tu t'annidi.
Bella, nient'altro: viva solamente
fin che ci sia uno sguardo che t'ammiri.

Roberto Di Pietro





Il coloquintide è una pianta erbacea delle Cucurbitacee (Citrullus colocynthis) che cresce spontaneamente nelle regioni subtropicali e nel bacino mediterraneo (Isole Eolie).
I semi all'interno del frutto contengono due glucosidi, dalla forte azione purgativa, abortiva e se ingeriti in forti dosi, anche letale. Amarissima.

Dalla prefazione de L'Immoraliste di Gide, si evince che cita la coloquintide.


1 commento:

  1. Gli ultimi 2 versi mi ricordano quel che scrisse, in modo definitivo, Oswald Spengler nel suo "Il tramonto dell'Occidente"
    Angela Fabbri

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