POETANDO

In questo blog raccolgo tutti gli scritti, poetici e in prosa, disegni e dipinti di mia ideazione
Un diario dei miei pensieri non segreto, ma aperto a tutti.
E le poesie di amici e poeti illustri, che più mi hanno colpito.
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mercoledì, ottobre 19

Ricordiamo Michele Benedetto di Torre Pellice

Michele col cartello

Il generoso cuore granata di Michele Benedetto ha cessato di battere. Ci ha lasciati a soli 68 anni il 18 ottobre alle 15. Era conosciuto ben oltre i confini della Val Pellice, dove risiedeva, come un ottimo infermiere e massaggiatore sportivo, impegnato presso l’Hockey Valpe e la squadra del Torino per decenni. 
Sapeva dedicarsi con delicatezza e sensibilità sia agli atleti che ai pazienti che affollavano il suo ambulatorio: i sofferenti rappresentavano per lui una seconda famiglia.  Il fresco, confortante profumo di pomata alle erbe alpine che lo avvolgeva segnalava sempre la sua presenza incoraggiante.
 Quando si verificava qualche disastro (terremoto o alluvione) non esitava a recarsi sul posto per prestare soccorso. Qualche anno fa, un gruppo di sfollati ricevette in dono la sua roulotte.
Ricordiamo quanto credesse nell’ambientalismo e nell’ecologia: organizzava belle giornate collettive per ripulire i fiumi del circondario, in collaborazione con il WWF.
Era un radioamatore appassionato. Adorava i lunghi viaggi: era un cittadino del mondo, intelligente e curioso.  Amava gli animali, senza escludere i serpenti di cui era un attento conoscitore.
Siamo in tanti a ricordare con quanto entusiasmo interpretasse il ruolo di Babbo Natale presso le Scuole Mauriziane, circondato dai bambini che per lui stravedevano.
Gli piaceva tenersi informato: la televisione sempre sintonizzata su dibattiti politici e il computer erano fedeli compagni delle pause serali. Vicino a lui, acciambellata sul divano, la fedele micia tricolore Fufi.
Più volte candidato sindaco per il Comune di Angrogna, è stato in seguito un  fiero pilastro portante del Movimento Cinque Stelle a Torre Pellice. Comunicativo, estroverso,  festaiolo e buongustaio instancabile, sapeva apprezzare tutte le gioie che l’esistenza può offrire. Citava volentieri  la storia del Gabbiano Jonathan: che evoca spazi sconfinati e orizzonti di libertà. Mi piace pensare che ora diriga il suo camper verso spiagge incantate, dove le feste e i divertimenti non finiscono mai. Arrivederci impavido "orso" delle nostre montagne, indimenticabile, tenero patriarca.
“Nella pace e nella tenerezza di Dio, sii felice”.

Edi Morini


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